Social Procurement – una leva strategica da conoscere e implementare
In un tempo dominato da crescenti tensioni sociali e pressioni normative e da una maggiore consapevolezza fra i consumatori, il concetto di Social Procurement sta emergendo come una leva strategica per le imprese, da conoscere e implementare. Questo approccio, che va oltre la selezione dei fornitori e partner commerciali in base alle tradizionali logiche di mercato, orienta gli acquisti e gli accordi anche in funzione dei rischi di impatto negativo su ambiente e/o diritti umani e della corretta gestione degli stessi, promuovendo un modello economico più equo e sostenibile. Il Social Procurement si allinea ai principi della impact economy, rispondendo alle crescenti aspettative dei consumatori, degli investitori e delle istituzioni in materia di trasparenza e responsabilità aziendale.
Anche il recente Piano metropolitano per l’economia sociale di Torino 2030, nato nell’ambito di Torino Social Impact e a cura di Camera di commercio di Torino e Città Metropolitana di Torino, attribuisce al Social Procurement grande importanza. Il Piano mira a facilitare e promuovere l’accesso delle imprese sociali al procurement del settore privato, passando da forme tradizionali a collaborazioni più innovative. Sottolinea inoltre l’importanza di sviluppare strategie integrate con l’innovation procurement, che prevedano l’utilizzo degli appalti e degli acquisti per stimolare la ricerca e l’implementazione di soluzioni innovative ad alto impatto sociale, favorendo la co-programmazione, la co-progettazione e il social procurement sia in ambito pubblico che privato.
L’ultimo decennio ha registrato una spinta crescente per un passaggio dal capitalismo tradizionale, orientato alla sola massimizzazione del profitto, al capitalismo degli stakeholder, che tiene conto, nello sviluppo del business aziendale, anche degli interessi di tutti gli attori coinvolti – dipendenti, comunità locali, fornitori, investitori e ambiente. Il Social Procurement incarna questa trasformazione, incentivando le aziende a creare valore condiviso lungo tutta la filiera, migliorando le condizioni di lavoro di chi la compone e implementando strumenti di verifica e controllo, ma anche di incentivazione e valorizzazione delle politiche di transizione sostenibile adottate dai diversi attori che compongono la catena del valore.
Vantaggio competitivo e risvolti concreti, in chiave sostenibile
Il contesto normativo europeo ha favorito questa transizione. La Corporate Sustainability Due Diligence Directive, per esempio, richiede alle aziende di individuare e mitigare i rischi sociali e ambientali lungo la catena delle attività, a monte e a valle delle aziende coinvolte. Questo significa che le imprese non devono solo garantire il rispetto dei diritti umani e la protezione dell’ambiente all’interno della propria struttura, ma anche da parte di tutti i fornitori e partner commerciali con cui collaborano.
In questo scenario, il Social Procurement può diventare uno strumento fondamentale anche per maturare un vantaggio competitivo in chiave sostenibile. Attraverso l’integrazione di criteri di sostenibilità e impatti sociali nelle proprie procedure di acquisto, le aziende possono ambire a punteggi migliori nelle procedure di contrattazione pubblica, accedere a finanziamenti dedicati e consolidare la propria reputazione in ottica commerciale. Ma non solo: il Social Procurement diventa anche uno strumento utile a raccogliere evidenze e dati oggettivi sui processi di filiera in sede di reportistica di sostenibilità, come previsto dalla Corporate Sustainability Reporting Directive, recentemente recepita in Italia dal D.Lgs. 2024/125.
La rilevanza del Social Procurement non è solo teorica, ma ha risvolti concreti, come dimostrano recenti fatti di cronaca. Il fenomeno dello sfruttamento lavorativo in settori come l’agricoltura e l’industria tessile ha messo in luce, una volta di più, l’importanza di una filiera trasparente e sostenibile oltre che di un suo costante, attento ed approfondito monitoraggio. L’adozione di criteri di sostenibilità nei processi di procurement, insieme con i necessari presidi contrattuali, può quindi rappresentare, per le aziende, un utile strumento per ridurre le probabilità di coinvolgimento in situazioni ad alto rischio reputazionale e legale.
Un altro tema cruciale è il contrasto al fenomeno del greenwashing, inteso come la promozione di presunti benefici per la collettività e l’ambiente senza poter fornire oggettive e comprovate evidenze a supporto degli stessi. La Direttiva Greenwashing, approvata a febbraio 2024, mira proprio a prevenire e a contenere tali pratiche, imponendo alle imprese di fornire prove ed evidenze documentate rispetto alle dichiarazioni di sostenibilità relative ai propri prodotti. Questo è un ulteriore segnale della crescente attenzione normativa verso la trasparenza e la tracciabilità nelle catene di fornitura.
Un’opportunità per ripensare il ruolo delle imprese
Adottare strumenti di Social Procurement significa per le aziende non solo conformarsi al quadro normativo comunitario e nazionale, ma anche creare un ecosistema produttivo più resiliente e innovativo. Tra i vantaggi troviamo la riduzione dei rischi, poiché con una maggiore trasparenza lungo la filiera si minimizzano i rischi legati a pratiche non etiche; una migliore reputazione, dato che le aziende sostenibili attirano più facilmente investimenti e ottengono la fiducia dei consumatori; uno stimolo all’innovazione, e alla ricerca di soluzioni alternative, dato dalla collaborazione con fornitori che condividono valori sociali e ambientali.
L’adozione di un modello di Social Procurement rappresenta un’opportunità per le imprese di ripensare il proprio ruolo nel mercato e la propria strategia di business. È un cambiamento che, oltre a favorire la sostenibilità, può portare a un nuovo posizionamento competitivo basato su valori condivisi e benefici tangibili per la società. In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata un imperativo, il Social Procurement non è più solo una scelta etica, ma una necessità per garantire il successo a lungo termine delle aziende.
