Il Modello SIMAVT per la valorizzazione dell’impatto sociale e ambientale nel riuso degli immobili pubblici della Città di Torino, realizzato in collaborazione con Torino Social Impact (Camera di commercio di Torino) e con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo, ha ricevuto un’ottima valutazione dalla giuria del 2026 Grunin Prize for Law and Social Entrepreneurship!

Grande l’interesse suscitato durante la finale alla New York University School of Law, che ha espresso la richiesta di rimanere aggiornata sugli sviluppi applicativi del modello. 

Tra gli spunti forniti dai giudici, la creazione di uno studio comparativo per valutare la replicabilità del modello in altre giurisdizioni, un terreno di collaborazione con GAIL (Global Alliance of Impact Lawyers) su idee innovative che proseguirebbe quanto iniziato con l’Onboarding Nature Toolkit & Movement.

Il progetto presentato da Emiliano Giovine – vice presidente di GAIL e direttore scientifico del Pillar Legal Impact del Campus – incarna infatti appieno i principi di innovazione sociale al cuore delle attività promosse e supportate dal Grunin Center.

Un importante riconoscimento del modello in un contesto internazionale, che premia idee concrete, legalmente e scientificamente solide e che valorizza impegno e serietà delle imprese, del pubblico e dei professionisti multidisciplinari al lavoro per realizzarle.

Il modello di valutazione, voluto dalla Città di Torino, è stato costruito da un team multidisciplinare guidato dal Centro di Competenze per la Valutazione e Misurazione dell’Impatto e Cottino Social Impact Campus insieme a Torino Social Impact, Camera di commercio di Torino, Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Torino, Collegio Carlo Alberto, e un pool di giuristi e commercialisti, con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo.

Il progetto vincitore: Onboarding Nature

Congratulazioni anche al team multidisciplinare del progetto “Onboarding Nature Toolkit & Movement”, vincitore del 2026 Grunin Prize for Law and Social Entrepreneurship!

Il progetto, del cui team è parte Emiliano Giovine, evidenzia la rilevanza della Natura come stakeholder e offre quattro modelli di governance nature-inclusive: la natura come Ispirazione, Advisor, Director e Shareholder.  Questi modelli forniscono alle organizzazioni un vocabolario condiviso per integrare la tutela ambientale nelle decisioni aziendali.

Un’iniziativa nel cui sviluppo il Campus ha creduto fin dall’inizio, organizzando il 26 febbraio scorso l’evento internazionale “From Ideas to Action” con GAIL Europe e ISTUD Business School e condividendo idee e strumenti per la realizzazione del toolkit, ora alla prima applicazione da parte di un’azienda italiana.

Il team multidisciplinare che ha realizzato Onboarding Nature è composto da B Lab Europe, Alliance Business Counsels, Earth Law Center | Nature Governance Agency, Nyenrode Business Universiteit, the Global Alliance of Impact Lawyers (GAIL), e un network di partner legali territoriali.

Impact Prototypes Labs è un laboratorio di apprendimento collettivo, un percorso intergenerazionale e interdisciplinare che crea impatto positivo per il territorio, per i suoi partner e soprattutto per le imprese, le studentesse e gli studenti che vi partecipano, contribuendo attivamente ad un ecosistema capace di visione, attento all’ascolto e al coraggio di fare squadra per la creazione di modelli innovativi che siano di stimolo anche per altri contesti.

Questo è il punto di partenza che guida il report di valutazione dell’impatto di IP Labs. Trae origine dal successo delle sue quattro edizioni e dalla volontà di rendere tangibile il valore generato. Rappresenta la sperimentazione di un modello di strategia, gestione, misurazione dell’impatto di un progetto di sistema, nei suoi elementi tangibili e intangibili.

Indirizzato, condotto e finalizzato dal Cottino Social Impact Campus, ente strumentale di Fondazione Cottino, grazie alla partecipazione di imprese e studenti e alla validazione di tutti i partner IP Labs, il report ha anche la funzione di un caso studio per comprendere meglio il cuore della valutazione dell’impatto, il processo e le metodologie utilizzate, integrando aspetti quantitativi e qualitativi.

Una risposta sistemica alle sfide del territorio

In un hub dell’innovazione come Torino, molte imprese affrontano ancora difficoltà strutturali nel tradurre la sostenibilità in cambiamenti organizzativi concreti e nel reperire competenze metodologiche adeguate. IP Labs nasce nel 2020, come risposta a questo bisogno. Un laboratorio interdisciplinare e intergenerazionale dove imprese profit, organizzazioni dell’economia sociale, giovani talenti universitari, docenti ed esperti co-progettano soluzioni reali per governare il cambiamento.

I livelli valutati e l’approccio mixed methods

La valutazione presentata nel report, focalizzata sull’apprendimento collettivo, ha osservato tre livelli:

Per misurare il valore generato, è stato utilizzato un approccio mixed-methods che a partire dalla Teoria del Cambiamento (ToC) integra rilevazioni, strumenti di raccolta dati quali-quantitativa e il metodo narrativo per raccogliere le esperienze vissute dai protagonisti. Questo ha permesso di approfondire e analizzare non solo i risultati immediati (output), ma anche i cambiamenti di medio-lungo periodo (outcome) e l’impatto sistemico sull’ecosistema territoriale.

Un’anteprima dei dati del report

Il report restituisce la fotografia di un progetto capace di scalare e generare valore diffuso. Nelle prime quattro edizioni, IP Labs ha coinvolto:

Ma sono le evidenze sulla trasformazione culturale a segnare il successo del modello:

Oltre il report: verso nuovi modelli di governance

Il report, consultabile integralmente al link qui sotto, costruisce un quadro dei risultati delle edizioni passate e consolida il programma come un’infrastruttura culturale e metodologica per la diffusione dell’impatto fra le organizzazioni e i giovani e l’ecosistema, ponendo l’impatto al centro delle strategie di sviluppo.

Siamo orgogliosi di condividere questi risultati con la nostra community, consapevoli che ogni dato qui raccolto è un punto di partenza per nuove sfide e per la V edizione di IP Labs.

Scarica il report della valutazione di impatto di IP Labs

Questo primo traguardo non sarebbe stato possibile senza il contributo di chi ha creduto nel progetto sin dall’inizio. Grazie alle imprese che si sono affidate e sfidate nel percorso, ai giovani che hanno colto l’opportunità, agli Atenei torinesi, che insieme a noi contribuiscono alla generazione di competenze, ai tutor e a tutti partner dell’ecosistema IP Labs, per averlo reso insieme un modello di ispirazione per il territorio e un vero motore di apprendimento collettivo:

Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact, Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino, UniCredit, Unigens, Fondazione Piemonte Innova, Fondazione Collegio Universitario Einaudi, Unione Industriali di Torino, Api Torino, Confindustria Canavese, YES4TO.

Scopri la V edizione di Impact Prototypes Labs

Il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato rappresenta spesso un onere gestionale per le amministrazioni e un potenziale inespresso per i territori. Valorizzare questi beni non significa solo recuperarne la dimensione fisica, ma renderli sedi di progettualità capaci di generare benefici collettivi.

Partendo da questa premessa, il Cottino Social Impact Campus e il CeVIS hanno contribuito alla definizione di un modello di valutazione volto a misurare la capacità di impatto sociale legata al riuso degli immobili comunali. Il lavoro di ricerca, commissionato dal Comune di Torino con il sostegno di Compagnia di San Paolo, ha coinvolto una rete multidisciplinare – tra cui il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università di Torino e il Collegio Carlo Alberto – con l’obiettivo di connettere la pianificazione urbanistica alla misurazione dei risultati sociali.

Il dispositivo si basa su una metodologia che pesa e valuta ex ante l’impatto atteso attraverso 12 macro-indicatori quali-quantitativi. Il risultato è un algoritmo che traduce la qualità del progetto sociale in una percentuale di riduzione del canone di concessione, che può arrivare fino al 90%. Come spiegato da Marella Caramazza, direttrice del Campus e coordinatrice del progetto, questo strumento consente di allocare i beni a condizioni calmierate partendo dalle reali necessità del contesto locale e dalle caratteristiche specifiche dell’immobile.

Secondo Mario Calderini, Scientific Advisor del Cottino Social Impact Campus e professore ordinario presso la School of Management del Politecnico di Milano, l’algoritmo non punta a una monetizzazione dell’impatto sociale, quanto alla costruzione di un sistema capace di attribuirgli un valore oggettivo. Questo passaggio segna un cambio di rotta nelle politiche urbane: la dimensione immateriale e il contenuto sociale dell’intervento escono dalla sfera dell’intangibile per diventare driver strategici, riequilibrando il peso tra la componente materiale del recupero edilizio e la generazione di valore per la comunità.

Un nuovo paradigma tra pubblico e privato

L’approccio adottato consente di rispondere, con il modello, a una duplice necessità:

Questa sperimentazione, nata a Torino, traccia una rotta per integrare strutturalmente l’innovazione sociale nelle politiche di sviluppo urbano, rendendo la generazione di impatto il contrappeso e la giustificazione economica delle operazioni di recupero edilizio.

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Rigenerazione, un algoritmo valorizza l’impatto socialeDownload

I GAL Escartons e Valli Valdesi, GAL Valli del Canavese e GAL Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone hanno presentato un nuovo strumento pensato per accompagnare le micro e piccole imprese dei territori montani verso un futuro più sostenibile, competitivo e resiliente. Si tratta del manuale “La sostenibilità per le microimprese in aree rurali e montane”, realizzato con il supporto scientifico del Cottino Social Impact Campus e finanziato dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino nell’ambito del Piano Operativo Triennale 2024-2026.

Un documento operativo per un’economia che cambia

Il manuale nasce dalla crescente esigenza, per imprese e comunità locali, di integrare nella propria attività criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Non solo un adeguamento alle nuove normative europee, ma soprattutto un’opportunità per valorizzare ciò che i territori montani custodiscono da sempre: equilibrio tra uomo e natura, legami comunitari forti e un modello economico a misura d’uomo. Il documento offre:

Dal purpose all’impatto: il ruolo strategico delle piccole imprese di montagna

Il manuale sottolinea come quasi l’80% delle imprese italiane siano microimprese: un patrimonio economico e sociale che, nei territori montani, rappresenta anche un presidio di comunità. Sul territorio del GAL EVV, le microimprese rappresentano la grande maggioranza sul totale.  Per questo il testo propone un approccio concreto e graduale, in cui ogni impresa può ripensare il proprio scopo e trasformarlo in impatto reale, anche con piccoli passi, per prepararsi ai cambiamenti esterni.

La guida è pensata per essere pratica e accessibile: contiene strumenti, esempi, domande guida, casi studio e appendici operative, che rendono il documento uno strumento immediatamente applicabile da imprenditori, amministratori e operatori del territorio. Il manuale é un tassello importante per accompagnare le valli alpine in un percorso di sviluppo innovativo e rispettoso delle caratteristiche del territorio, rafforzando quindi la competitività delle imprese e contribuendo alla qualità della vita delle comunità.

Sfoglia il manuale completo a cura del Campus

Manuale-GAL_La-sostenibilita-per-le-microimprese-in-aree-rurali-e-montane_compressedDownload

Oggi si è aggiunto un importante tassello al percorso di promozione sui temi dell’impatto e della sostenibilità presso le imprese e le pubbliche amministrazioni, grazie alla firma del Memorandum of Understanding tra la Fondazione Cottino e la Fondazione Piemonte Innova.

È un risultato importante per il territorio poiché a siglare l’accordo sono due realtà impegnate da diversi anni a portare il loro fattivo contributo alla promozione e realizzazione di attività formative, di accompagnamento, ricerca, guidate dalla cultura dell’impatto e dell’innovazione come driver strategici e funzionali allo sviluppo del tessuto imprenditoriale, territoriale e nazionale.

Da un lato la Fondazione Cottino e i suoi enti formativi, il Cottino Social Impact Campus e Istud Business School, come un prezioso agente di cambiamento, di costruzione di un nuovo mindset per lo sviluppo di competenze, strategie, ecosistemi, organizzazioni ad impatto sociale; dall’altro la Fondazione Piemonte Innova, come elemento chiave per supportare imprese e pubbliche amministrazioni nella transizione digitale e sostenibile. 

“Consolidiamo oggi il network di partner territoriale che in questi anni abbiamo realizzato per promuovere un modello di sviluppo imprenditoriale che guarda al futuro, mettendo al centro la sostenibilità e l’innovazione. L’obiettivo principale che ci poniamo con la firma di questo accordo è quello di fornire alle PMI gli strumenti necessari per implementare strategie innovative che favoriscano la sostenibilità ambientale e sociale. Collaboreremo per offrire supporto formativo, consulenza e risorse utili per comprendere e sfruttare al meglio le tecnologie emergenti in ambito sostenibile”, ha commentato Cristina Di Bari, Presidente della Fondazione Cottino.

“Questo accordo unisce le nostre forze su due temi sempre più strategici per lo sviluppo e la competitività:  sostenibilità e impatto sociale – elementi fondamentali per contrastare il rischio di esclusione dai processi di innovazione delle piccole e medie imprese e degli attori del privato sociale. Siamo davvero felici di poterci proporre insieme come abilitatori della crescita, valorizzando il contributo del digitale e portando sul nostro territorio progettualità  incentrate sulla doppia transizione”,  ha dichiarato Massimiliano Cipolletta, Presidente della Fondazione Piemonte Innova.

Cristina Di Bari, Presidente Fondazione Cottino e CEO Cottino Social Impact Campus e Massimiliano Cipolletta, Presidente Fondazione Piemonte Innova

Con la firma del Memorandum, le due realtà piemontesi mirano a raggiungere alcuni obiettivi comuni che consentano di fare sistema, individuando aree di progettualità in un’ottica di condivisione delle competenze, delle esperienze e di massimizzazione dei risultati. Le due Fondazioni, attraverso i loro organi operativi, condivideranno i risultati delle ricerche e costruiranno progetti di sensibilizzazione sulle opportunità per le imprese e le istituzioni in ambito di impatto e sostenibilità.

La collaborazione tra queste due realtà non è nuova e si è già concretizzata in occasione della quarta edizione del progetto Impact Prototypes Labs – IP Labs, programma di apprendimento collettivo realizzato dal Cottino Social Impact Campus in partnership anche con Fondazione Piemonte Innova, dedicato alle imprese e agli studenti degli atenei torinesi, insieme ad istituzioni, corpi intermedi datoriali, docenti e valutatori di impatto sociale.

Cottino Social Impact Campus e il Centro di Competenze per la Valutazione e Misurazione dell’Impatto sono stati raccontati e presentati nell’ultimo reportage di VITA su Torino, capitale dell’Impatto Sociale.

Nella città che ha visto in questi anni il fiorire di importanti ed innovative iniziative a supporto dell’economia sociale e dell’impatto, Cottino Social Impact Campus vuole essere un agente abilitatore della trasformazione culturale, economica e sociale, una rete di competenze ma anche uno snodo da cui si diramano connessioni capaci di generare nuove idee, progetti e opportunità. In Italia, da e verso il mondo.

Grazie a Daria Capitani, giornalista di VITA per il prezioso lavoro di ascolto e racconto delle persone, dei luoghi e delle istituzioni che stanno guidando insieme a noi questa trasformazione.

Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact, Fondazione Compagnia di San Paolo, Comune di Torino, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino

Qui l’articolo completo che ben racconta il nostro ecosistema ad impatto:

A Torino, tra i palazzi dove germoglia l’impatto sociale

INDAGINE ISTUD, CEVIS, COTTINO SOCIAL IMPACT CAMPUS, AIDP PIEMONTE E VALLE D’AOSTA.

RISPONDONO 119 PROFESSIONISTI E MANAGER HR.

Il 77% vede la sostenibilità e l’impatto come fonti di vantaggio competitivo di lungo termine e innovazione strategica.

Solo 1 azienda su 4 ha figure dedicate alla sostenibilità nei dipartimenti HR. 

Nel 67% delle aziende mancano metriche di misurazione dell’impatto.

Scopri di più – clicca qui per scaricare il report completo

Qual è la visione e il parere dei professionisti della gestione delle Risorse Umane in azienda rispetto ai grandi temi della sostenibilità e dell’impatto? Come stanno affrontando i dipartimenti HR nel loro lavoro la trasformazione sociale, economica, ambientale che stiamo vivendo e quale ruolo e leve possono avere per diventare attori strategici in questa sfida?

Istud Business School, insieme al CeVIS, il Centro di Competenze per la Valutazione e Misurazione dell’Impatto gestito dal Cottino Social Impact Campus, e ad AIDP Piemonte & Valle d’Aosta, hanno condotto tra agosto 2023 e marzo 2024, una ricerca per approfondire l’impatto delle politiche di people management a partire dal punto di vista dei membri della famiglia professionale HR e dal loro livello di conoscenza, consapevolezza e motivazione su questo tema. Per impatto lo studio ha inteso “gli effetti e i cambiamenti sociali, ambientali, economici generati nel lungo periodo sulla comunità dalle attività svolte da un’organizzazione”. Hanno risposto in 119, il 70% dei quali operanti in aziende con oltre 200 addetti e sedi operative con prevalenza Nord e Nord Ovest.

I manager e Professional intervistati concordano in larga maggioranza (77% del campione) nel considerare la sostenibilità in ottica strategica e trasformativa: la ricaduta delle politiche e delle azioni di sostenibilità dell’azienda incide sulla capacità di innovare modelli di business e processi (valore di 9,27 in una scala da 1 a 10),  sulle performance complessive dell’organizzazione e sulla accresciuta capacità di intercettare nuove opportunità in termini commerciali e di vantaggio competitivo (valore di 8,97 in una scala da 1 a 10). Un rispondente su due pensa che la sostenibilità possa aiutare le aziende a integrarsi meglio nel territorio e nella comunità di riferimento.

Se le aziende sono pronte a fare propri i principi alla base della sostenibilità e dell’impatto e ne riconoscono l’importanza, ancora però non ne fanno una leva strategica effettiva (per il 70% dei rispondenti). In generale c’è consapevolezza sul valore della sostenibilità, ma questa non sembra essere ancora parte di una cultura organizzativa diffusa.

Restringendo il focus sulla percezione e sulle azioni concrete a supporto di sostenibilità e impatto delle Risorse Umane, queste si vedono oggi come agenti di sostenibilità in azienda soprattutto sui temi di loro pertinenza diretta: Diversity & Inclusion, welfare, benessere e salute; ma non su temi sociali più ampi: crisi climatica, immigrazione, povertà educativa.

Le leve per la generazione di impatto ritenute più importanti sono quelle che operano su gruppi e persone e afferenti alla dimensione “people” (formazione, selezione, azioni di sensibilizzazione interna, ecc…) menzionate dal 60% dei rispondenti; seguite da quelle sui “processi aziendali” (iniziative di welfare aziendale, politiche di smart working, sistemi interni e modelli di governance, ecc..) segnalate dal 35% del campione. Solo il 5% cita le leve che insistono sull’ecosistema esterno all’azienda (eventi sul territorio, partecipazione a reti d’impresa, ecc…).

Le risposte sembrano denotare una autopercezione funzionale ed esecutiva, non pienamente integrata a una visione sistemica di promozione culturale della sostenibilità a 360 gradi e la mancanza di una strategia esplicita, razionalizzata e finalizzata su questi temi. Come probabile diretta conseguenza anche le altre funzioni aziendali esprimono nell’indagine un riconoscimento basso o medio basso (84% delle risposte) del ruolo dell’HR come funzione organizzativa generatrice di impatto.

Spostando l’attenzione sui ruoli della sostenibilità, chi se ne occupa dentro le aziende e come è stata formalizzata questa area di attività?

Il 65% delle organizzazioni coinvolte nell’indagine ha introdotto delle figure dedicate nei propri organigrammi, con una crescita del 70% negli ultimi 4 anni. Di queste 1 su 4 si dice in possesso di figure con responsabilità e mansioni specifiche nei dipartimenti Risorse Umane, mentre il 41% prevede dei ruoli tecnici al di fuori di essi.  Anche se HR manager e Professional dimostrano nell’indagine di volere incidere in maniera determinante alla generazione di impatto (80% dei rispondenti), la definizione di una precisa e finalizzata strategia e di un chiaro posizionamento di funzione potrebbe aiutare a consolidare posizioni organizzative e ruoli dedicati alla sostenibilità anche dentro l’HR.

Qual è infine la fotografia rispetto all’adozione e implementazione di metodi, procedure e metriche di misurazione e valutazione dell’impatto?  

Ampi sono i margini di miglioramento, considerando che 2 aziende su 3 del campione non si sono ancora dotate di un set di metodi e indicatori generali, e 4 su 5 sono le aziende che non hanno strumenti per misurare, valutare e rendicontare l’impatto generato dalle politiche di gestione delle risorse umane. In un mondo complesso e interconnesso come quello di oggi, capire e valutare l’impatto delle azioni verso tutti gli stakeholder, interni ed esterni, e gli effetti sociali di progetti, politiche e iniziative aziendali, insieme alla loro efficace comunicazione, è diventato elemento essenziale.

«Dall’indagine emerge come le Risorse Umane stiano prendendo piena coscienza del ruolo guida che possono avere rispetto agli obiettivi di sostenibilità in azienda ma come manchi ancora un salto di qualità in termini di strategia esplicita, di visione e di azioni di promozione culturale da condurre dentro all’organizzazione e verso l’ecosistema esterno» dice Marella Caramazza, Direttore Generale ISTUD Business School, Board Member del Cottino Social Impact Campus e Direzione Strategica del CeVIS. «Siamo in un cammino di crescita e apprendimento che può fare diventare l’HR un agente chiave catalizzatore della transizione sostenibile, per fare questo però tutti i professionisti del people management devono lavorare su una piena assunzione di ownership e centralità decisionale nella partita della sostenibilità e dell’impatto».

«Dall’indagine emerge la disponibilità, se non addirittura il desiderio, di mettersi direttamente e responsabilmente in gioco rispetto ai temi della sostenibilità e la capacità di cogliere la rilevanza degli impatti generabili dalle aziende. Ma, insieme, emerge anche la percezione di un gap che è necessario colmare tra ciò che già si fa e ciò che si potrebbe fare» – afferma Laura Zanfrini, Responsabile scientifico del Pillar “Diversity, Equity, Inclusion” del Cottino Social Impact Campus  – «Potremmo parlare di un terreno fertile sul quale occorre seminare conoscenze e competenze, indispensabili alla progettazione ed implementazione di pratiche maggiormente mirate e coerenti con la più ampia strategia aziendale; ma indispensabili anche a rendere riconoscibile e “misurabile” l’impatto, dentro e fuori i confini aziendali, di una gestione consapevole delle leve e degli strumenti attivabili dai professionisti del people management».

«Per la nostra famiglia professionale – dice Giorgio Barbero, presidente AIDP Piemonte e Valle d’Aosta – i temi della sostenibilità e dell’impatto sono centrali già da alcuni anni, e diventeranno sempre più strategici. I colleghi hanno mostrato, nel rispondere all’indagine, piena consapevolezza delle sfide che saranno chiamati ad affrontare e una crescente   maturità nel comprendere quali siano i temi su cui ci sarà maggior bisogno di formazione e quali le linee progettuali da sviluppare. Il contributo dell’HR nell’ambito della sostenibilità è tanto più determinante quanto più si integra con l’intera strategia organizzativa in questo campo: sarà importante, nel prossimo periodo, fornire ai colleghi gli strumenti necessari a valutare e applicare le migliori pratiche in questo senso. AIDP è pronta a supportare i colleghi nell’ampliamento delle competenze professionali anche in questo ambito, in modo che lo specialista HR possa diventare un esperto di sostenibilità e impatto e possa consentire all’Organizzazione e alle Persone che ci lavorano di svilupparsi in modo equo e sostenibile».

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Torino, 4 aprile 2024 – È stata presentata questa mattina, presso la Camera di commercio di Torino, la IV edizione di Impact Prototypes Labs – IP Labs, un programma di apprendimento collettivo realizzato dal Cottino Social Impact Campus e dedicato alle imprese del territorio piemontese e alle studentesse e studenti dei Corsi di Laurea Magistrali del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino.

IP Labs è un programma pratico di formazione e accompagnamento, rivolto alle imprese che intendano affrontare un percorso di evoluzione e innovazione strategica, organizzativa, manageriale, attraverso progetti che coniughino gli obiettivi di competitività e posizionamento sul mercato con la realizzazione e misurazione dell’impatto positivo generato.

Finanziato per oltre 140mila euro, IP Labs è sostenuto da Fondazione Cottino, dalla Camera di commercio di Torino e da Unicredit e supportato da un’importante rete di partner: Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Fondazione Collegio Universitario Einaudi, Fondazione Piemonte Innova, Api Torino, Confindustria Canavese, Unione Industriali di Torino, YES4TO, Unigens e Torino Social Impact.

Una grande opportunità ben descritta nel video servizio a cura di GRPtelevision

Competenze ed Ecosistema i grandi plus di IP Labs che si conferma essere un programma di successo e in costante crescita, anche di partner. Dalla prima edizione pilota con 5 partner e 5 imprese partecipanti nel 2019, oggi in sole tre edizioni, IP Labs vanta oggi 13 partner ed un’esperienza di 62 imprese e 200 studenti, formati e accompagnati in percorso di innovazione ed evoluzione d’impresa grazie al potenziale generato dall’impatto, come abilitatore di nuove opportunità strategiche, organizzative e manageriali.

L’esperienza prosegue. La IV edizione IP Labs è pronta ad accogliere le imprese del territorio piemontese che intendano confrontarsi, crescere, generare impatto positivo per il loro posizionamento competitivo e per la collettività.

La call per candidarsi è aperta dal 4 aprile 2024 al 15 giugno 2024. A seguire il team Cottino Social Impact Campus selezionerà le imprese che entreranno a far parte di IP Labs.

Il programma si svolgerà da ottobre 2024 a gennaio 2025 e terminerà con l’Impact Day, l’evento conclusivo di celebrazione dei risultati raggiunti da tutti i team di impresa, studenti, tutor in IP Labs.

Per ulteriori approfondimenti, consulta questo link oppure scopri IP Labs attraverso la nutrita rassegna stampa dell’evento di lancio della quarta edizione. Buona lettura!

Innovazione ed Evoluzione d’impresa per l’impatto

In tre edizioni sono state accompagnate 62 aziende, si sono candidate oltre 100 imprese

e sono stati coinvolti più di 200 studenti

Al via la IV edizione di Impact Prototypes Labs – IP Labs, un programma di apprendimento collettivo realizzato dal Cottino Social Impact Campus e dedicato alle imprese del territorio piemontese e alle studentesse e studenti dei Corsi di Laurea Magistrali del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino.

IP Labs è un programma pratico di formazione e accompagnamento, rivolto alle imprese che intendano affrontare un percorso di evoluzione e innovazione strategica, organizzativa, manageriale, attraverso progetti che coniughino gli obiettivi di competitività e posizionamento sul mercato con la realizzazione e misurazione dell’impatto positivo generato.

Finanziato per oltre 140mila euro, IP Labs è sostenuto da Fondazione Cottino, dalla Camera di commercio di Torino e da UniCredit e supportato da un’importante rete di partner: Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Fondazione Collegio Universitario Einaudi, Fondazione Piemonte Innova, Api Torino, Confindustria Canavese, Unione Industriali di Torino, YES4TO, Unigens e Torino Social Impact.

Il programma è utile alle imprese che vogliano analizzare la propria situazione di partenza, immaginare nuove opportunità, acquisire nuove competenze e strumenti, essere guidate da una tutorship competente in strategia aziendale, gestione, misurazione dell’impatto e confrontarsi con menti giovani per accogliere nuove visioni e competenze.

Allo stesso tempo, in IP Labs le studentesse e gli studenti universitari hanno l’opportunità di vivere un apprendimento pratico, entrare in contatto con le aziende del territorio ed affacciarsi al mondo del lavoro, imparando a gestire progetti di innovazione, volti alla generazione di impatto positivo.

I team composti da imprese e studenti saranno accompagnati dai tutor del Cottino Social Impact Campus e del CeVIS, il Centro di Competenze per la Misurazione e Valutazione dell’Impatto, nato da un accordo strategico fra Fondazione Cottino e Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact.

“Oggi per un’azienda non è più solo essenziale realizzare progetti ad impatto, ma anche misurarne gli effetti concreti generati all’interno e all’esterno dell’azienda stessa – sottolinea Cristina Di Bari, CEO del Cottino Social Impact Campus e Presidente della Fondazione Cottino. IP Labs offre l’opportunità di confrontarsi con una materia complessa, avendo a disposizione gli attori sul territorio più competenti in questi ambiti. Aver aggregato un ecosistema di partner su un tema di tale attualità e importanza strategica per le aziende è stato per noi un obiettivo importante fin dalla prima edizione del programma”.

“Siamo alla quarta edizione di IP Labs e oggi possiamo dire che la formula è consolidata e di successo: il dialogo tra studenti e imprese è sempre vincente e di grande ispirazione proprio quando si parla di innovazione e impatto sociale – spiega Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Il nostro territorio mette in campo le migliori professionalità grazie alla partecipazione degli atenei, del Cottino Social Impact Campus e del CeVis, il Centro di Competenze per la Misurazione e Valutazione dell’impatto, una realtà che abbiamo fortemente voluto per avere a disposizione dati certi sul valore dell’operato delle imprese”.

“Crediamo molto nel progetto Ip Labs perché dedicato alle imprese e ai giovani, afferma Paola Garibotti, Regional Manager Nord Ovest di UniCredit. UniCredit vuole investire nel futuro delle nuove generazioni per generare un impatto positivo nelle comunità in cui opera e per consentire loro di sprigionare tutto il loro potenziale, sia come futuri imprenditori che come soggetti attivi di una società che sta cambiando e si sta innovando.”

Dopo la fase di selezione delle aziende tra le candidature ricevute, inizierà l’abbinamento dei team composti da imprese, studenti e tutor, che da ottobre 2024 lavoreranno insieme per elaborare un progetto di innovazione, finalizzato a generare maggiore impatto, attraverso il miglioramento interno e iniziare ad applicare le metodologie di pianificazione, gestione, misurazione dell’impatto.

Il bando per le imprese è aperto da oggi fino al 15 giugno https://www.cottinosocialimpactcampus.org/transformative-education-and-learning/impact-prototypes-labs-2024-2025/. Il programma IP Labs terminerà a febbraio 2025 con l’Impact Day, l’evento conclusivo che avrà l’obiettivo di dare spazio ai team per presentare a imprese, studenti, partner istituzionali, accademici e datoriali il risultato del lavoro svolto durante il percorso.

QUALCHE STORIA DALLE AZIENDE CHE HANNO PARTECIPATO ALLE SCORSE EDIZIONI DI IP LABS

Nelle precedenti tre edizioni sono state accompagnate 62 aziende e sono stati coinvolti più di 200 studenti. Tra le aziende che hanno partecipato, alcune esperienze sono diventate vere e proprie occasioni di crescita e sviluppo aziendale. Tra queste, ad esempio, la storica azienda produttrice di bottoni di alta moda F.lli Bonfanti, premiata nella scorsa edizione, ha invece lavorato a un nuovo prodotto fortemente innovativo, un bottone “intelligente” che funge da dispositivo di SOS. Oggi l’azienda è accompagnata da I3P, l’Incubatore del Politecnico di Torino.

Ri-generation prima azienda in Italia a rigenerare elettrodomestici, ha partecipato ad IP Labs con l’obiettivo di identificare e misurare l’impatto sociale generato dall’attività aziendale. Gli studenti si sono concentrati sul metodo da utilizzare e poi hanno identificato i KPI strategici, sviluppando poi un modello ad hoc.

Overlab, realtà che fornisce ai propri clienti prodotti e soluzioni che coniugano i valori ESG alle tecnologie digitali per l’efficientamento della produzione, ha lavorato a un modello operativo per creare coesione tra i collaboratori, quasi tutti in Full Smart Working. Al termine del programma, Overlab ha assunto in azienda una componente del team degli studenti, laureata in Systemic Design, diventata oggi Sustainability Specialist.

CIAC – Consorzio InterAziendale Canavesano per la formazione professionale, ha avviato un progetto di sostenibilità sociale in Canavese prendendo in gestione un bar/tavola fredda che a marzo 2024 è diventato una delle portinerie di comunità della rete italiana di cultura popolare.

Per HIND – Holding Industriale S.p.A., holding company che investe nei settori di eccellenza del Made in Italy, IP Labs ha rappresentato l’occasione per sviluppare due progetti: la redazione del primo Bilancio di Sostenibilità di Beste S.p.A. e l’identificazione di possibili soluzioni per la rigenerazione e valorizzazione delle rimanenze di tessuti, pelle e capi finiti, al fine di consentire al Gruppo di aziende di ottenere un valore aggiunto attraverso il recupero dei prodotti.

L’Energy Service Company (ESCo) COESA con gli studenti della scorsa edizione di IP Labs, ha infine creato KeepTheSun, un marketplace di compravendita dedicato al fotovoltaico usato. La piattaforma lanciata a inizio 2024 ha ricevuto decine di richieste di compravendita di cui alcune sono andate online, altre direttamente in trattativa con la rete di stakeholder.

Delta Visione, realtà innovativa che offre soluzioni nella progettazione, costruzione e installazione di sistemi di marcatura industriale, tracciabilità, visione artificiale e macchine di selezione, ha lavorato a un importante piano di welfare sostenibile, predisponendo una reportistica attraverso la quale monitorare risorse economiche dedicate e gradimento delle azioni approvate.

Sei un’impresa del territorio piemontese, interessata a fare un percorso di innovazione ed evoluzione strategica, organizzativa, manageriale, grazie all’impatto?

Candidati alla IV edizione IP Labs, entro il 15 giugno 2024.

Purpose, modelli di business e gestione d’impresa – i tre driver da cui si è originato un bell’esempio di progettazione multi stakeholder e un lavoro di squadra fra Cottino Social Impact Campus, Istud Business School, Skillab insieme per Unione Industriali Torino. 

Il Purpose, il senso, lo scopo del nostro fare ed essere impresa.

I modelli di business e la gestione d’impresa – due asset che concorrono non solo al posizionamento di mercato dell’azienda e alla sua competitività, ma nell’ottica ESG diventano cruciali anche nel pensarsi e agire come filiera, nell’innovare e sentirsi protagonisti di un cambiamento virtuoso che consenta la profittabilità e al contempo la generazione di impatto positivo. 

Nella trasformazione globale senza precedenti in cui siamo immersi, i corpi intermedi hanno un ruolo fondamentale in quanto portatori e facilitatori del percorso d’impresa verso la transizione sostenibile. 

La maggior parte delle datoriali oggi si sta concentrando sulle imprese come primi destinatari di nuova consapevolezza ESG. Unione Industriali Torino ha fatto una scelta pionieristica lungimirante..partire dall’interno, dal loro team per poi giungere più solidi alle imprese. 

Fare impresa nell’era della Purpose-Driven Economy

“Imprese ad impatto” nasce in questa cornice ed ha consentito a noi, Campus e Istud, a Skillab, ad un team selezionato da  Unione Industriali Torino, eterogeneo per età e livelli manageriali, di confrontarci su come approcciare la sostenibilità e fare leva su nuove competenze, strategie e modelli operativi. 

Questi gli obiettivi della prima parte del progetto che dopo aver formato il team UI, ha portato poi ad una progettazione congiunta di un percorso trasformativo per le imprese associate ad UI Torino. 

Il valore del fare rete e dell’essere parte di un ecosistema 

Fare rete è uno dei primi obiettivi di un’impresa che sceglie di far parte di un ente datoriale e crescere insieme. Essere rete, evolutiva e fattiva è l’obiettivo di un corpo intermedio. 

L’ecosistema è l’ambiente in cui sviluppiamo idee, progettualità, risorse, scambiamo relazioni, visioni, lavoriamo, pur nella distintività dei soggetti che lo compongono, verso un obiettivo comune. 

Fare rete nell’ecosistema è il vero valore aggiunto e al contempo una grande opportunità di apprendimento collettivo e di crescita condivisa. 

Questa la logica che guida ogni nostro progetto e che, grazie alla determinazione e lungimiranza di Unione Industriali Torino, ci ha permesso di portare il valore della visione multi-stakeholder al suo team e alle imprese associate e ha costituito un volano di altre progettualità condivise per rafforzare il senso della sostenibilità come imperativo di responsabilità d’impresa e generatore di impatto positivo per le governance, per i territori, per le persone che contribuiscono al loro valore. 

Quale valore per le imprese partecipanti? 

Ce lo racconta Daniela Laigueglia, Responsabile Area Gruppo Giovani, Piccola Industria e Ufficio ESG Sostenibilità Unione Industriali Torino

“…le nostre aziende si sono portate a casa elementi concreti e di visione che mescolati insieme hanno permesso di poter personalizzare la loro capacità di crescere in maniera sostenibile. Il valore di questo percorso è stato quello di poterlo seguire in primis noi come team e di poterlo poi regalare come esperienza, ma soprattutto come contenuti alle nostre aziende associate. “

Responsabile Area Gruppo Giovani, Piccola Industria e Ufficio ESG Sostenibilità presso Unione Industriali Torino

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