Rassegna Stampa

2 Marzo 2026
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Il modello di valorizzazione dell’impatto sociale per l’impiego degli immobili pubblici raccontato sulle pagine Nòva del Sole 24 Ore

Il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato rappresenta spesso un onere gestionale per le amministrazioni e un potenziale inespresso per i territori. Valorizzare questi beni non significa solo recuperarne la dimensione fisica, ma renderli sedi di progettualità capaci di generare benefici collettivi.

Partendo da questa premessa, il Cottino Social Impact Campus e il CeVIS hanno contribuito alla definizione di un modello di valutazione volto a misurare la capacità di impatto sociale legata al riuso degli immobili comunali. Il lavoro di ricerca, commissionato dal Comune di Torino con il sostegno di Compagnia di San Paolo, ha coinvolto una rete multidisciplinare – tra cui il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università di Torino e il Collegio Carlo Alberto – con l’obiettivo di connettere la pianificazione urbanistica alla misurazione dei risultati sociali.

Il dispositivo si basa su una metodologia che pesa e valuta ex ante l’impatto atteso attraverso 12 macro-indicatori quali-quantitativi. Il risultato è un algoritmo che traduce la qualità del progetto sociale in una percentuale di riduzione del canone di concessione, che può arrivare fino al 90%. Come spiegato da Marella Caramazza, direttrice del Campus e coordinatrice del progetto, questo strumento consente di allocare i beni a condizioni calmierate partendo dalle reali necessità del contesto locale e dalle caratteristiche specifiche dell’immobile.

Secondo Mario Calderini, Scientific Advisor del Cottino Social Impact Campus e professore ordinario presso la School of Management del Politecnico di Milano, l’algoritmo non punta a una monetizzazione dell’impatto sociale, quanto alla costruzione di un sistema capace di attribuirgli un valore oggettivo. Questo passaggio segna un cambio di rotta nelle politiche urbane: la dimensione immateriale e il contenuto sociale dell’intervento escono dalla sfera dell’intangibile per diventare driver strategici, riequilibrando il peso tra la componente materiale del recupero edilizio e la generazione di valore per la comunità.

Un nuovo paradigma tra pubblico e privato

L’approccio adottato consente di rispondere, con il modello, a una duplice necessità:

  • offre ai funzionari pubblici un framework rigoroso per agire in trasparenza e sicurezza metodologica, limitando i rischi di danno erariale grazie alla validazione dell’Osservatorio Enti Pubblici del CNDCEC;
  • stimola gli attori dell’economia sociale a strutturare strategie di impatto più chiare, trasformando i vincoli operativi in opportunità di sviluppo di lungo periodo.

Questa sperimentazione, nata a Torino, traccia una rotta per integrare strutturalmente l’innovazione sociale nelle politiche di sviluppo urbano, rendendo la generazione di impatto il contrappeso e la giustificazione economica delle operazioni di recupero edilizio.