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20 Ottobre 2026
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Valutare l’impatto per guidare la rigenerazione urbana: il report di ricerca CeVIS e ISTUD sulle Misure Commercio del Piano Caruggi

L’Assessorato al Commercio del Comune di Genova ha commissionato a ISTUD Business School, in collaborazione con CeVIS – Centro di competenze per la valutazione e misurazione dell’impatto e Cottino Social Impact Campus, uno studio indipendente su due misure emanate a supporto del Commercio nel Centro Storico (Bonus Affitti e Bando Zac), con l’obiettivo di valutarne l’effettiva efficacia rispetto agli obiettivi prefissati, identificare le aree di miglioramento e le traiettorie utili per orientare le politiche future.

Il contesto e l’oggetto dello studio

Il Centro storico di Genova è uno dei più estesi d’Europa, un patrimonio UNESCO di straordinario valore architettonico e culturale che convive da decenni con sfide strutturali profonde: spopolamento, degrado, disagio sociale, marginalità economica.

In questo contesto, nel 2020 il Comune di Genova ha lanciato il Piano Integrato Caruggi, un programma di grande portata – 149 progetti, 10 assi operativi, 137 milioni di euro di investimento – con la finalità di avviare un processo di rigenerazione organica del territorio nei sestieri di Maddalena, Molo e Prè.

A sei anni dall’avvio, e in vista della prossima programmazione, l’Amministrazione ha commissionato a ISTUD, in collaborazione con CeVIS, uno studio indipendente su due misure dell’Asse Commercio: il Bando Affitti (contributo mensile per l’apertura di attività commerciali in locali a piano terra sfitti) e il Bando ZAC – Zena Active Citizens (finanziamenti a progetti imprenditoriali con vocazione specifica per sestiere, avviato nel 2025).

L’architettura della valutazione ha puntato ad esaminare:

  1. L’adeguatezza strategica, ovvero la coerenza delle misure con la visione e gli obiettivi politici di rilancio e rigenerazione fissati al momento della formulazione dei bandi, e la considerazione dei fattori facilitanti o ostacolanti e dei sistemi di interferenza con il contesto socio-culturale.
  2. La coerenza metodologica, ovvero la struttura tecnica delle misure (destinatari, incentivi, tempistiche, processo di accesso e di selezione dei beneficiari, entità dei finanziamenti), il meccanismo di funzionamento, la sostenibilità operativa e le modalità di monitoraggio e controllo.
  3. L’efficacia, ovvero la qualità del funzionamento effettivo delle misure, i risultati raggiunti, gli effetti e gli impatti prodotti, la percezione e il consenso degli stakeholder e dei beneficiari.

Un’architettura di analisi multidisciplinare

Realizzato con la partecipazione di FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino, lo studio ha visto il coinvolgimento di un gruppo multidisciplinare di ricercatori e l’impiego di un approccio mixed-methods:

  • L’analisi qualitativa è stata svolta con interviste in profondità a stakeholder istituzionali (rappresentanti di enti pubblici, terzo settore, servizi alla persona, imprese e realtà culturali), con esercenti beneficiari o candidati del Bando Affitti e con beneficiari del Bando ZAC.
  • L’analisi quantitativa ed econometrica ha applicato metodologie statistiche a un database georeferenziato di 264 progetti, integrato con dati proprietari del Comune e dati su licenze commerciali, mercato immobiliare, flussi turistici, dati demografici censuari e misurazioni di attività antropica notturna tramite immagini satellitari.
  • L’analisi sistemica, attraverso la ricostruzione del Causal Loops Diagram (CLD), ha reso visibili i nessi causali tra le variabili e le dinamiche strutturali attraverso cui gli interventi esaminati producono, o non producono, effetti di rigenerazione nello specifico sistema urbano del Centro storico.

Evidenze e dinamiche territoriali: l’esigenza di un approccio capillare e sistemico

I risultati della ricerca restituiscono un quadro complesso: a fronte di uno sforzo finanziario significativo (ca. 3 milioni di Euro), il Bonus Affitti non sembra avere prodotto i risultati attesi. A certificarlo è innanzitutto il tasso di sopravvivenza delle attività: sui 186 progetti sostenuti dal Bando Affitti, il 41% non è più operativo, e nella coorte del 2021 (la più matura) quasi due esercizi su tre hanno già chiuso o rinunciato al sussidio.

I dati e le testimonianze raccolte convergono su un punto: incentivare l’apertura di negozi in aree gravate da criticità strutturali irrisolte – come il degrado o la percezione di insicurezza – produce benefici temporanei ed effimeri, innescando talvolta effetti distorsivi quali la lievitazione degli affitti o l’insediamento di attività puramente opportunistiche.

Anche la scelta del contributo a sportello, priva di una valutazione ex-ante sulla qualità imprenditoriale e sulla coerenza con la vocazione specifica delle singole vie, si è rivelata una delle cause principali di fragilità. A fare la differenza, come dimostra l’analisi, non sono le variabili di contesto generali, ma la qualità intrinseca del progetto e la sua esatta collocazione spaziale. L’analisi quantitativa ha evidenziato come sia mancato l’effetto “Cluster”, secondo cui le imprese sopravvivono più facilmente se inserite in aree già popolate da attività affini o complementari. Questo ha smentito la validità degli interventi a pioggia, che infatti hanno generato un pattern di allocazione definito solo sulla base delle richieste e non delle opportunità esistenti.

Infine, mappando le dinamiche sistemiche attraverso il Systems Thinking, lo studio ha individuato i nodi focali del cambiamento: coerenza delle politiche pubbliche, propensione a investire e qualità imprenditoriale. Questi non possono prescindere da un affiancamento costante (tutoraggio), da una rigorosa selettività e, fattore imprescindibile, da una continuità istituzionale capace di custodire e rinnovare la fiducia degli operatori.

Dalla logica del sussidio alla visione d’investimento

Piuttosto che suggerire aggiustamenti marginali, il report suggerisce un vero e proprio cambio di paradigma: il passaggio dalla logica del sussidio alla logica dell’investimento, dal contributo a pioggia alla selezione vocazionale, dalla gestione isolata a una governance multi-stakeholder, fino alla transizione dalla semplice misurazione degli output alla valutazione reale degli impatti.

Il patrimonio conoscitivo generato dalla ricerca – il database georeferenziato dei 264 progetti, la rete di stakeholder coinvolti, i modelli econometrici e la mappa sistemica delle dinamiche dei caruggi – costituisce la baseline ideale su cui impostare la prossima programmazione, orientando le future politiche verso una strategia più selettiva, organica e duratura per la generazione di impatto intenzionale, addizionale e misurabile.

Lo studio è stato presentato da Marella Caramazza, Direttore Generale ISTUD e Direttore Strategico di CeVis, lo scorso 7 ottobre durante la seduta della VI Commissione Commercio del Comune di Genova, a cui hanno partecipato l’Assessora al Commercio Tiziana Beghin, i Commissari, i rappresentanti della Camera di Commercio, di Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, CNA, del CIV Sestriere del Doge, del Municipio I Centro Est e dell’Associazione A.M.A.

La ricerca e la stesura del report sono state condotte da un team multidisciplinare composto da Marella Caramazza, Giulia Chinnici, Marta Lamanna, Francesco Marengo, Francesco Milone, Robin Piazzo, Caterina Rosini e Monica Zanetti.

Lo studio è stato realizzato con la partecipazione di FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino, su incarico del Comune di Genova nell’arco temporale da marzo a luglio 2026.