Il percorso trasformativo realizzato in sinergia con Fondazione CRT per sviluppare e restituire valore alle comunità

Il Cottino Social Impact Campus, nato nel 2019 dall’azione fondativa ed imprenditoriale della Fondazione Giovanni e Annamaria Cottino e oggi primo centro in Europa di alta formazione dedicata all’impatto sociale, è partner di Fondazione CRT nel percorso formativo Talenti per la Comunità per le attività strutturate e innovative di applied tutorship ed è stato parte integrante e sede dell’evento finale tenutosi lo scorso 19 novembre.

«La nostra missione – commenta Cristina Di Bari, Presidente della Fondazione Cottino e AD del Campus – è quella di generare e divulgare cultura e nuovi saperi coerenti con una visione del mondo che è quella di una società aperta, inclusiva, dinamica, e responsabile. Crediamo fortemente nelle persone, nella loro iniziativa e soprattutto nelle potenzialità che ognuno di esse può esprimere.
Forti di questa impostazione e per costruire un reale cambiamento sociale, abbiamo messo in pratica strumenti formativi e progettuali dedicati che hanno accompagnato la formazione dei Talenti, futuri world-makers for impact, durante tutto il percorso»

Il Campus è stato partner strategico ed operativo della Fondazione CRT nella grande iniziativa Talenti per la Comunità, accompagnando per 22 settimane i Talenti nel delicato e complesso sforzo di tradurre gli importanti fondamenti teorici, condivisi da docenti di fama nazionale ed internazionale, nei progetti condivisi con le comunità ospitanti e ingaggiate in modo specifico per sviluppare soluzioni innovative alle sfide territoriali identificate ad hoc.

Grazie al coinvolgimento dei docenti Laura Orestano e Guido Palazzo, abbiamo realizzato il modulo formativo “Narrare la Comunità”, nel corso del quale sono state condivise esperienze, casi studio e strumenti per interpretare la comunità, riflettere sui principali dilemmi etici e di leadership, focalizzando quanto una nuova narrativa sia essenziale per sviluppare speranza, senso e agentività non solo dei Talenti ma delle comunità stesse, intese come comunità attiviste.

«Talenti per la Comunità – conclude Cristina Di Bari – si inserisce perfettamente nella dimensione trasformativa che il Campus intende generare; auspichiamo che questa prima importante sperimentazione possa essere replicata per divenire un vero e proprio pilastro formativo per i futuri wold-makers che non possono che partire dalle comunità per agire il cambiamento necessario».

Ecco alcuni articoli che hanno raccontato il percorso:

Scopri il progetto Talenti per la Comunità e le altre offerte formative nella sezione Education&Learning.


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Quali sono le necessità di un’impresa che vuole generare impatto sociale, economico e ambientale positivo e misurabile?

Oggi le aziende si trovano a fronteggiare numerose difficoltà, come l’aumento del costo delle materie prime e dell’energia, l’incertezza dei mercati, il difficile approvvigionamento di risorse, competenze, finanziamenti, la necessità di alzare i prezzi cercando però di restare competitive. Ogni crisi porta con sé opportunità e innovazioni se si trova il modo di coglierle. E riflettere su come intervenire sui propri processi e servizi in ottica di impatto sociale e sostenibilità può essere la chiave per trovare nuove risorse e soluzioni ai problemi di questo periodo.

Per questo torna Impact Prototypes Labs, il primo programma pratico di sviluppo di soluzioni prototipali a impatto sociale per le imprese del territorio piemontese con una terza edizione rinnovata e con nuovi player del territorio. Obiettivo? Lanciare e facilitare un  processo di apprendimento collettivo tra i partner dell’ecosistema che insieme possono così imparare a posizionarsi sull’economia ad impatto e a coglierne le opportunità sviluppando innovazione sociale.

Le aziende che parteciperanno a IP Labs saranno guidate verso un percorso per ripensare la produzione dei propri prodotti e servizi con la lente degli ESG, mettendo questi criteri “al servizio” delle imprese e lavoreranno per prototipare nuovi prodotti, servizi, modelli di business, che coniughino obiettivi di profittabilità e posizionamento sul mercato con la realizzazione di un impatto sociale  intenzionale e misurabile.

Lo faranno anche grazie al lavoro condiviso con un team di studenti provenienti dagli atenei torinesi che, organizzati in gruppi interdisciplinari e guidati dai tutor esperti, metteranno a disposizione le loro competenze, creatività e capacità di guardare il mondo da punti di vista originali, operando su 4 aree possibili di sviluppo e innovazione quali i modelli di business, i processi organizzativi e di governance, il miglioramento delle competenze e l’ideazione o miglioramento di prodotti e servizi. 

Rivolto alle imprese piemontesi, agli studenti del Politecnico di Torino e da quest’anno anche agli studenti dell’Università degli Studi di Torino e del Collegio Renato Einaudi, la terza edizione del programma IP Labs accompagnerà i partecipanti alla scoperta imprenditoriale del proprio potenziale impatto sociale, dal quale far scaturire intuizioni, nuove visioni, traiettorie innovative, idee di prototipazione, opportunità di sviluppo di nuovi prodotti e servizi, modalità di riorganizzazione dei processi e ampliamento delle competenze.

Con l’appoggio degli enti finanziatori Fondazione Cottino, Camera di Commercio di Torino e Unicredit, e dei partner Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Fondazione Collegio Universitario Renato Einaudi, Unione Industriali Torino, API Torino, Confindustria Canavese, Yes4To, Torino Social Impact e Unigens, il Cottino Social Impact Campus guiderà gli attori dell’ecosistema a cogliere la sfida ad impatto sociale e compartecipare a IP Labs come processo di apprendimento collettivo e sistemico.

Oltre a questo, IP Labs è anche:

● Una comunità di impact innovation

● Un luogo di incontro tra giovani e imprese partecipanti

● Una piattaforma di confronto con chi già investe e agisce secondo i principi della sostenibilità e i criteri ESG, per capire come rendere le azioni sempre più pervasive, trasversali e parte integrante della strategia aziendale

Le imprese che accederanno a IP Labs beneficeranno di tutte le attività di formazione, accompagnamento da parte di docenti e consulenti esperti a cura del Cottino Social Impact Campus e di un gruppo multidisciplinare di giovani studenti guidati dai direttori scientifici del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino e dai tutor Unigens che li affiancheranno.

Vorresti candidare la tua impresa ad IP Labs ma vorresti saperne di più su quali sono i benefici per le imprese?
In collaborazione con la Camera di Commercio di Torino, realizzeremo un webinar di approfondimento che si terrà mercoledì 7 dicembre, dalle ore 14:00 alle ore 15:00, dal titolo IP Labs – Aumentare la competitività cogliendo le sfide della sostenibilità.
Per partecipare, registrati a questo link

Sei un’azienda e vuoi partecipare? Visita la pagina web dedicata Impact Prototypes Labs 

Clicca qui per visualizzare la call agli studenti del Politecnico di Torino.


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Il Real Estate e la rigenerazione urbana saranno i temi attorno al quale il Cottino Social Impact Campus costruirà la nuova offerta formativa in arrivo nei prossimi mesi. 

In un’ottica di lancio e condivisione di questa innovazione della nostra proposta trasformativa e consapevoli dell’importanza e dell’attualità di questi temi, abbiamo ospitato domenica 23 ottobre 2022, il workshop “Real estate in the era of purpose driven economy: the challenge of impact metrics infrastructures”, iniziativa inserita nella cornice della Social Value Matters Europe 2022 di Social Value International. 

Un’opportunità di approfondimento e confronto sul tema della valutazione dell’impatto nell’ambito RealEstate e su come questa prassi possa incrementare il valore della rigenerazione urbana, realizzata insieme agli esperti del Real Estate intervenuti e organizzata dal Cottino Social Impact Campus in sinergia con il Politecnico di Milano ed il Politecnico di Torino.

I panel, curati da Mario Calderini, Scientific Advisor del Campus e Professore Ordinario del Politecnico di Milano, Alessandra Oppio, Professore Ordinario del Politecnico di Milano e Direttore di Alta Scuola Politecnica e Patrizia Lombardi, Professore Ordinario del Politecnico di Torino e Vice-Rettrice per Campus e Comunità Sostenibili, hanno permesso ai partecipanti di avere una panoramica esaustiva sullo stato dell’arte e sulle principali azioni in atto, tanto nell’ambito accademico quanto in quello operativo.

La ricerca sull’Impact Weight Account del Senior Research della Harvard Business School, Ryan Daulton, ha permesso inoltre di poter prendere atto di come questo tema è trattato al di fuori dei confini europei.

Durante il Meeting of Minds, in cui spunti e riflessioni emerse sono state al centro della discussione, sono intervenuti Cino Zucchi, Architetto e Fondatore di Cino Zucchi Architetti, Davide Dal Maso, Partner di Avanzi – Sostenibilità per Azioni, Stefano Stanghellini, Presidente Onorario INU – Istituto Nazionale di Urbanistica e Antonio Campagnoli, Presidente di FIABCI, The International Real Estate Federation Italia, portando la propria esperienza e il proprio know how al focus.


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Si è tenuto lo scorso 27 settembre, nelle aule del nostro Campus, il workshop dedicato al Legal Impact, ai criteri ESG ed alla sostenibilità d’impresa per il settore legale

L’incontro, che ha visto il coinvolgimento di oltre 30 ospiti sia del settore corporate che puramente legale, ha rappresentato un’opportunità di networking, confronto e approfondimento sui risvolti giuridici della sostenibilità.

Grazie ad una panoramica sul contesto del prof. Mario Calderini, Scientific Advisor del Cottino Social Impact Campus e Professore Ordinario del Politecnico di Milano, e dopo gli interventi verticali sui temi del sistema legale della sostenibilità tenuti dai membri della Core Faculty dell’Executive Program “Legal Impact ESG e sostenibilità d’impresa per il settore legale”, i partecipanti hanno potuto condividere esperienze, competenze e know-how “peer to peer”.

Ma cosa si intende per Legal Impact?

Significa

«Adottare una strategia imprenditoriale capace di coniugare il perseguimento del profitto con la tutela dell’ambiente, il benessere sociale ed un modello di gestione equo ed inclusivo che non può prescindere dall’individuazione di obiettivi concreti e misurabili e dalla formalizzazione, attraverso un’idonea infrastruttura giuridica, di impegni e azioni per perseguirli»

come spiegano i docenti dell’Executive Program.

La Core Faculty, composta Emiliano Giovine, Direttore Scientifico e Avvocato, Marella Caramazza, Board Member del Campus e Direttore Generale Istud Business School, Natalia Bagnato, Avvocato ed esperta in diritto societario e commerciale, e Maria Pia Sacco, Senior Legal Advisor e Officer Business Human Rights Committee International Bar Association, ha evidenziato il quadro normativo attuale e le possibile future modifiche, oltre ai principali trigger points del settore che saranno trattati nei singoli moduli del percorso in partenza il 18 novembre.

Il workshop ha avuto come obiettivo l’acquisizione di una maggior consapevolezza rispetto alla necessità di aggiornamento su una normativa in continuo “work in progress”, così da essere pronti a recepirla anticipando gli altri competitors e facendosi portatori del cambiamento.


Per maggiori informazioni sull’executive program ESG e sostenibilità d’impresa per il settore legale, il primo percorso formativo co-progettato dal Cottino Social Impact Campus ISTUD Business School, ideato con lo scopo di fornire tutti gli strumenti necessari a riconoscere, analizzare e gestire risvolti legali, impatti, rischi e opportunità della sostenibilità, visita la pagina web dedicata.


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Lo scorso 13 luglio il World Economic Forum ha diffuso il report annuale Global Gender Gap Report 2022 giunto alla sua sedicesima edizione e dedicato ai livelli di attuazione delle misure riduttive del gender gap in tutti settori e livelli lavorativi. Un’analisi dall’area corporate al terzo settore, passando dalla rappresentazione politica fino al lavoro di cura e assistenza.

I dati emersi, a livello globale, riportano un trend complessivo di lieve miglioramento rispetto al 2021, ma di certo non ottimista: in base agli andamenti attuali, per raggiungere la piena parità di genere, impiegheremo ben 132 anni.

Rispetto al 2020, che prevedeva 136 anni per il raggiungimento della Gender Parity c’è quindi un lieve miglioramento, ma non è ancora (ovviamente) abbastanza.

Puntando la lente di ingrandimento sull’Italia, la situazione è stabile, ma lontana da un risultato che possiamo considerare di successo. Il nostro Paese risulta infatti al 63esimo posto al mondo su 146 posizioni complessive e 25esimo in Europa su 35 nazioni totali.

Ma se è vero che il report sottolinea una situazione complicata, è altrettanto importante ricordare che sono stati diversi, negli anni, gli interventi legislativi che hanno cercato di intervenire sul gender gap in ambito lavorativo nel nostro Paese. 

La parità di genere e la riduzione delle disuguaglianze sul posto di lavoro infatti passa anche dai ruoli dirigenziali che le donne possono ricoprire. Dopo la proroga della Legge Golfo-Mosca sulle quote di genere nei CdA e la proposta sulla trasparenza salariale presentata dalla Commissione Europea, il nostro Paese ha anche visto l’approvazione della legge 162 del 2021 (legge Gribaudo) che punta a favorire la parità retributiva e le pari opportunità sul luogo di lavoro.

Dal 1° gennaio 2022 inoltre è prevista una certificazione sulla parità di genere con l’obiettivo di riconoscere le misure adottate dai datori di lavoro per ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità. E la legge Gribaudo riconosce anche sgravi fiscali alle aziende che possono dimostrare interventi e risultati in tema di parità di genere. Senza contare che, in ottica di trasparenza, è anche stato istituito un Comitato tecnico permanente sulla certificazione di genere nelle imprese costituito da rappresentanti del Dipartimento per le pari opportunità, dei ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, delle consigliere e dei consiglieri di parità, di rappresentanti sindacali ed esperti.

In Italia, nel 2022, le donne detengono il 32% delle posizioni aziendali di comando

In Italia, nel 2022, le donne detengono il 32% delle posizioni aziendali di comando, 2 punti percentuali in più rispetto al 2021. Le donne CEO sono salite al 20% così come quelle con ruoli nel senior management al 30% nel 2022. Tuttavia, secondo il rapporto annuale “Women in Business“ di Grant Thornton, il nostro Paese rimane ancora nelle retrovie tra le 30 economie mondiali analizzate.

La stessa ricerca nel 2021 aveva rilevato, infatti, che le posizioni di CEO occupate dalle donne erano scese al 18% rispetto al 23% registrato nel 2020, andando sotto la media dell’Eurozona (21%) e delle rilevazioni fatte a livello mondo (26%). Invece, a livello globale, la ricerca ha mostrato che rispetto al 2021 aumentano le donne CFO (oggi al 37%) e COO (al 24%), mentre scendono di 2 punti le donne CEO (24% rispetto al 26% dello scorso anno).

Come intervenire e migliorare la situazione quindi?

Tenendo alta l’attenzione su questo tema e lavorando per aumentare la consapevolezza che un mondo che prevede la parità di genere in ambito lavorativo, e non solo, è un mondo migliore. Per tutti. 

Scarica il Report

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Un grande evento che ha coinvolto leader e partner da 34 Paesi per promuovere la finanza a impatto. Il GSG Leadership Meeting, svoltosi a Torino dal 23 al 25 maggio, è stata una grande occasione per incontrare i protagonisti dell’impact internazionale, dalla finanza all’imprenditoria sociale, dalla filantropia al settore pubblico. 

Un ecosistema di cui il Cottino Social Impact Campus fa parte e che ci ha visti impegnati in diversi incontri istituzionali e formativi, ospitando la riunione del National Advisory Board, lo speed networking di Torino Social Impact tra i delegati GSG e partner e organizzazioni del TSI e nella sessione formativa del 25 maggio nella nostra sede “A New Impact Era – From Strategy to Measurement” realizzata insieme a ISTUD Business School in cui è intervenuto Karim Harji, Oxford Impact Measurement Programme Director, in rappresentanza dell’Università di Oxford e della Saïd Business School, oltre che founding partner di Mondiale Impact e membro del Supervisory Board della Impact-Linked Finance Fund Foundation.

Un nuovo legame di cui siamo molto felici e che è stato anche valorizzato dalla Oxford University e dalla Saïd Business School in una recente newsletter in cui è stato ricondiviso l’intervento di Karim Harji che potete rivedere sul nostro canale YouTube. 

Per leggere la newsletter della Oxford University e dalla Saïd Business School è possibile scaricare il file pdf. 

Scarica la newsletter

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In questa cornice, ISTUD Business School e il Cottino Social Impact Campus lanciano il primo evento congiunto. 

Dal 23 al 25 maggio, Torino e l’ecosistema ad impatto sociale che opera sul territorio e che include il Cottino Social Impact Campus, ospiteranno il GSG Leadership Meeting, un evento unico che coinvolge i leader e i partner del Global Steering Group for Impact Investments, movimento indipendente nato nel 2015 per ampliare a livello globale il lavoro svolto dalla Social Impact Investment Task Force (SIIT), costituita sotto la Presidenza britannica del G8 nel 2013.

Attraverso il National Advisory Board il GSG rappresenta 34 Paesi, con la mission di promuovere la finanza a impatto nel mondo, l’organizzazione riunisce i protagonisti dell’ecosistema impact internazionale, dalla finanza all’imprenditoria sociale, dalla filantropia al settore pubblico.

Le personalità che parteciperanno al grande evento, oltre ad essere tra i firmatari della Leaders’ Declaration for a Just and Sustainable Future, rappresentano anche il livello più alto dell’expertise globale sull’impact investing, al cui vertice troviamo Sir Ronald Cohen, pioniere della filantropia, venture capitalist, innovatore e imprenditore sociale e Presidente del GSG, che aprirà le tre giornate con un suo keynote speech e che è stato recentemente intervistato per LaRepubblica dal nostro Scientific Advisor, professor Mario Calderini, docente del Politecnico di Milano. 

Il GSG Leadership Meeting rappresenta uno dei momenti centrali dell’agenda impact del 2022 per il Campus, che in qualità di partner parteciperà attivamente all’evento e contribuirà alla diffusione della cultura ad impatto sociale fin dalla prima giornata. 

Lunedì 23 maggio il Campus accoglierà i delegati del GSG Leadership Meeting e ospiterà la riunione del National Advisory Board

Sarà inoltre la sede dello speed networking organizzato da Torino Social Impact fra i delegati GSG interessati agli incontri bilaterali con alcuni selezionati partner TSI.

Un’occasione di presentazione del Campus e confronto fra i delegati GSG e l’ecosistema imprenditoriale ad impatto del territorio. 

La lista dei delegati con cui fissare un incontro è disponibile al seguente link.
La sessione di speed networking avrà inizio alle ore 14, per partecipare è necessario iscriversi tramite Torino Social Impact attraverso la compilazione del modulo disponibile al link.

Il 25 maggio, in concomitanza con la chiusura dei lavori del GSG Leadership Meeting, Cottino Social Impact Campus e Istud Business School, prima business school indipendente d’Italia e appena entrata a far parte del Campus, organizzano l’evento:

“A New Impact Era – From Strategy to Measurement”

una sessione formativa dedicata alle imprese e ai manager interessati ai temi ESG e sostenibilità su tre focus: 

L’evento, che si terrà presso il Campus mercoledì 25 maggio, dalle 14:30 alle 17:30, organizzato con la partecipazione attiva di Yes4To e dei gruppi di giovani imprenditori Unione Industriali Torino e API Torino, nasce con lo scopo di dare luogo ad una opportunità di confronto tra esperti, membri delle Governance, accademici internazionali e l’ecosistema delle imprese, dei manager e dei professionisti interessati ad includere l’impatto sociale nelle propria business strategy.

L’evento sarà gratuito e accessibile attraverso registrazione a questo link.

Nel pomeriggio di mercoledì 25 maggio, i partecipanti avranno quindi la possibilità di ascoltare, confrontarsi e formarsi con alcuni dei maggiori esperti internazionali di Impact Investing e Impact Economy, tra cui:

Ma cosa si intende con Impact investing? In che modo il suo ingresso nell’agenda globale influenza lo sviluppo delle economie nazionali?

L’impact investing consiste nell’investire in organizzazioni il cui rendimento è misurabile, sostenibile e compatibile sia sul piano economico che su quello dell’impatto sociale e ambientale.

La fondamentale differenza rispetto alla normale attività di investimento sta nell’intenzione di chi investe perché si sceglie di porre l’attenzione su tre elementi chiave:

Sono questi i tre concetti a cui prestare attenzione secondo quanto definito da Social Impact Agenda per l’Italia che, insieme all’ecosistema di Torino Social Impact, di cui il Campus è parte attiva, ha scelto Torino come sede dell’evento. 

Dell’importanza di questo tipo di investimenti e di come possono migliorare la nostra società e la nostra economia, se ne parlerà quindi nelle tre giornate del GSG Leadership Meeting tra learning speech, visite delle realtà ad alto indice impact della Città, meeting board e il main event pomeridiano di lunedì 23 maggio nell’ala Tech delle OGR


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Nasce la prima Business School italiana interamente improntata ai valori dell’impatto sociale, della comunità, della sostenibilità integrata e della responsabilità sociale.

Sedi a Torino, Milano e Baveno – Lago Maggiore.

Nuovi programmi di ricerca e formazione per giovani, imprese, sanità e terzo settore.

L’impatto sociale e ambientale nelle scelte manageriali è, e sarà sempre più nei prossimi anni, il principale tema sull’agenda dei decision makers e degli investitori che hanno il ruolo di orientare le soluzioni aziendali verso le grandi sfide del futuro.  Anche il mondo della finanza, tramite i diversi ratings che stanno nascendo, sta recependo questi obiettivi, e sta chiedendo alle imprese di attivarsi in misura crescente per incorporare nei propri investimenti i criteri) ESG, prospettando così un futuro difficile per le aziende che non ne terranno conto. 

Per questa ragione, ISTUD – la prima Business School indipendente italiana, con oltre 50 anni di attività nel settore dell’alta formazione manageriale e della ricerca sul management entra a far parte del Cottino Social Impact Campus, realtà creata nel 2019 e interamente dedicata a creare cultura di impatto sociale attraverso formazione e apprendimento trasformativi destinati agli individui e alle organizzazioni.  Un’unione strategica e di visione per arricchire il mercato dell’education e portare una nuova proposta di contenuti e metodi per individui, organizzazioni, imprese e terzo settore. 

Il Cottino Social Impact Campus, player di rilevanza internazionale sui temi dell’impatto sociale, è stato creato dalla Fondazione Cottino, già impegnata nel settore della formazione con la costruzione del nuovo Cottino Learning Center, 4.000 metri quadri all’interno della Cittadella del Politecnico di Torino. Oggi si arricchisce acquisendo ISTUD, marchio prestigioso e noto nel campo dei master post laurea, della formazione manageriale e della ricerca su organizzazioni economiche e sanitarie.

Nei prossimi mesi, dalla progettazione condivisa nasceranno nuovi programmi di ricerca e nuovi percorsi di formazione rivolti  a manager d’impresa, organizzazioni private e pubbliche, giovani talenti e singoli individui, mondo della sanità e del terzo settore:

«L’incontro e la integrazione con il Cottino Social Impact Campus è un momento di grande importanza per Istud, che così potenzierà e darà concreta realizzazione alla sua missione di scuola di business geneticamente orientata allo sviluppo di una classe manageriale sensibile, responsabile e competente sui temi della sostenibilità e dell’impatto sociale – dice Marella Caramazza, Direttore Generale di ISTUDÈ oggi più che mai necessario lavorare per fare crescere e formare una classe manageriale nuova e capace di orientare e valutare tutte le scelte aziendali sulla base di modelli che producano valore economico incorporando approcci ESG e mettendo in primo piano gli impatti qualitativi e quantitativi delle strategie su ambiente e società. Il management è per noi di Istud una disciplina a forte orientamento sociale e per questo ci è naturale mettere a disposizione del Campus le nostre competenze e il nostro ecosistema. Siamo felici di rinforzare e allargare il nostro posizionamento e la nostra presenza anche  a Torino, città che oggi è uno dei teatri più attivi dell’intreccio virtuoso tra impresa e società».

«Dopo la scomparsa del nostro Fondatore, Ing. G. Cottino avvenuta il 22 febbraio scorso, prosegue l’impegno della sua Fondazione nel contribuire allo sviluppo del territorio attraverso percorsi di formazione e nuovi paradigmi di cultura manageriale per le nuove generazioni e non solo.  Per questa ragione abbiamo deciso di investire nell’acquisizione di Istud , una eccellenza nel settore della formazione, che ci consentirà di accelerare e potenziare la mission del Cottino Social Impact Campus, dando vita alla prima business school in Italia i cui percorsi formativi saranno arricchiti da visione valori e obiettivi di impatto sociale, – spiega Cristina Di Bari, Ceo del Cottino Social Impact Campus e Vice Presidente della FondazioneQuesto investimento ci consente sempre più di onorare il nostro impegno di restituzione al territorio dotando la città di una business school innovativa che ci auguriamo consentirà di trattenere ed attrarre in Città studenti  manager e imprenditori che saranno alla guida di imprese italiane ed internazionali che per noi sono primari attori sociali di innovazione e  cambiamento».

Clicca qui per leggere l’articolo di La Repubblica.


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Cos’è la impact entrepreneurship e perché è sempre più strategica?

Sostenibilità e impatto sociale sono temi di cui si parla sempre più spesso e che negli ultimi anni sono entrati nelle agende di Paesi, compagnie, fondazioni, aziende.

E anche nelle programmazioni e nelle proposte formative delle business school di tutto il mondo che si sono trovate a dover interpretare i cambiamenti della società e a fornire nuovi strumenti per supportare le esigenze degli imprenditori di oggi e di domani.

Il Financial Time Responsible Business Education Awards 2022 e il report connesso al premio raccontano come le business school hanno saputo reinventarsi e inserire la sostenibilità e l’impatto sociale nei loro insegnamenti. Perché le aziende (e di conseguenza anche il settore della formazione) hanno capito la necessità di mettere al centro del proprio business il benessere delle persone e non soltanto il profitto. E i giovani e tutti coloro che vogliono migliorare il proprio modo di fare impresa sono sempre più alla ricerca di senso e di scopo.

Gli imprenditori di oggi devono essere capaci di cogliere le opportunità, non in senso opportunistico, ma con l’ottica di perseguire il miglior risultato. Consapevoli dell’importanza di guardare all’avanzamento sociale, agli obiettivi di sviluppo sostenibile, al miglioramento della condizione ambientale:

«Leader di imprese – precisa il professor Francesco Rattalino, direttore di ESCP Business School Torino Campus – in grado di perseguire un impatto sociale positivo con la propria realtà grazie ad un atteggiamento non predatorio, ma che renda le attività sostenibili nel tempo».

Ed è questo uno degli obiettivi di formazione di Impact Entrepreneurship Specialisation del Master in Management di ESCP, il primo corso co-progettato dalla business school internazionale e da CSIC – Cottino Social Impact Campus, giunto alla sua seconda edizione.

Una proposta formativa attuale e innovativa costruita in modo condiviso:

«Questa collaborazione – commenta Laura Orestano, Social Impact Strategist del Campus Cottino – unisce due anime complementari. ESCP impegnato a insegnare come si costruisce un business di successo e innovativo oggi e il CSIC focalizzato sul far emergere e stimolare l’importanza di un senso e uno scopo nelle attività imprenditoriali, come vuole l’impact economy. L’attenzione all’economia ad impatto è un trend consolidato a livello globale nel mondo delle business school, ma non solo. Il settore della formazione a 360 gradi è sensibile alle sfide contemporanee e sta guardando a queste tematiche adeguando le sue proposte».

Sono in effetti molte le iniziative a livello europeo impegnate nella trasformazione della business education. Come l’UN’s Principles for Responsible Management Education (PRME) che si sta espandendo lavorando su alleanze tra gruppi di studenti, business school e reti accademiche specializzate in campi come la finanza d’impatto e la gestione sostenibile e responsabile degli affari.

Temi richiesti da chi oggi entra nel mercato del lavoro o vuole portare innovazione nel proprio campo.

«D’altra parte – prosegue Orestano – Le giovani generazioni non interpretano  il mondo a silos, ma lo “leggono” in modo sistemico. Non pensano solo a quello che vogliono fare, ma si interrogano su dove e come porsi e agire per attuare la propria visione del mondo. Sia in campo profit e che non profit».

Il programma Option-E Impact Entrepreneurship e ha saputo rispondere a queste riflessioni e richieste e anche quest’anno 20 studenti italiani e internazionali stanno compiendo un viaggio di apprendimento che li porterà, attraverso una didattica innovativa, learning by doing e ricca di incontri con esperti e testimonial, a sviluppare le proprie capacità imprenditoriali con un orientamento all’impatto, dal social business modelling al family business.

«Nel nostro programma – racconta Alisa Sydow, docente di  Entrepreneurship and Innovation all’ESCP Torino Campus – guardiamo ai casi storici di buona imprenditorialità. Ci sono molti esempi di aziende familiari, in Italia e all’estero, che hanno dimostrato come ci si reinventa e sopravvive per tanti anni grazie a nuove idee e al loro contributo per sviluppare una società diversa, non pensando solo al profitto ma al benessere collettivo». Un concetto che per Sydow si riflette anche nell’impact entrepreneurship: «L’impatto non è solo sociale o ambientale, ma a 360 gradi. Una prospettiva che tiene conto di ogni attività e degli effetti positivi e negativi delle nostre azioni che dobbiamo monitorare e migliorare».

Anche per questa ragione il programma Option-E mette al centro le storie e i case studies.

«Nel modulo “From Theory to Practice” che terrò io – spiega Orestano – ci sarà una parte alta, di teoria e una di pratica. Condividere i concetti e poi confutarli attraverso dei casi reali è un metodo utile per i ragazzi che possono entrare in contatto con errori, tentativi, criticità. Che possono comprendere come non sempre quello che si studia può essere del tutto applicato, ma a volte va rinegoziato. Penso che sia un modo di imparare arricchente per loro, ma anche per me che entro in contatto con le loro critiche e riflessioni».

Un approccio pratico considerato particolarmente utile per i ragazzi che già hanno una maggiore sensibilità verso i temi della sostenibilità a tutto tondo e che spesso sono imprenditori di seconda generazione, alcuni provenienti da family business importanti:

«I giovani – racconta il prof. Rattalino – si chiedono cosa sarà del loro futuro. Non hanno una fiducia cieca come le precedenti generazioni, sanno che lo devono forgiare, guardando al passato, imparando dagli errori, e inventando nuove prospettive. Per loro, inoltre, impatto e sostenibilità sono connessi all’imprenditorialità per definizione, non sono due concetti separati. Per questo raccontare loro come hanno fatto gli altri, mostrarglielo e metterli alla prova anche con attività laboratoriali è un buon modo per aiutarli a inserire intenzionalità nel loro modello di business e nel loro approccio imprenditoriale».

Un modello pedagogico co-progettato, quello dell’Impact Entrepreneurship Programme, che tiene insieme competenze e approcci differenti, per innovare la formazione e costruire una proposta che nasce dalla capacità di guardare ai problemi con diversi occhi e prospettive.

«Quando cerchiamo di accompagnare le giovani generazioni nel loro percorso di studi ormai non possiamo fare a meno di condividere uno sviluppo economico guidato dal purpose di sostenibilità economica, sociale e ambientale – conclude Orestano -. Non è scontato costruire uno scopo nel business se non si hanno strumenti cognitivi, scientifici e anche di pratica, sperimentali, da provare all’interno del proprio percorso di apprendimento. Cottino Social Impact Campus e ESCP Business School in tal senso si arricchiscono a vicenda e guardano ad un target comune: gli imprenditori e manager di domani».

In foto: Il Professor Mario Calderini durante la lezione frontale sul tema Impact Strategy e Impact Integrity tenuta lo scorso 11 febbraio 2022 presso il Cottino Social Impact Campus.


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Lo scorso 2 dicembre è stato pubblicato da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il Rapporto Territori 2021, che mostra come sono stati applicati i 17 SDGs sul territorio nazionale ed internazionale.

Nello specifico, il Rapporto curato da ASviS, restituisce una panoramica su come sono stati integrati nelle politiche regionali, delle province autonome e delle città metropolitane in Italia.

Gli SDGs (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) sono complessivamente 17 e sono contenuti all’interno dell’Agenda 2030, siglata da 150 leader mondiali che ne hanno condiviso i principi in comunione con i criteri descritti dall’ONU nel settembre 2015.

Perseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile rappresenta una sfida che i principali attori mondiali si sono impegnati ad affrontare per permettere il pieno sviluppo di ogni Paese ponendo attenzione sulle diverse aree di azione.

Non una questione soltanto politica quindi, ma un tema che coinvolge la sfera sociale ed economica, dotato inoltre di una profonda valenza culturale, soprattutto là dove il concetto di sostenibilità non è mai stato presente fino ad ora.

Il Rapporto Territori 2021 trae supporto per la propria rilevazione dal Sustainable Development Report 2021 curato dal Sustainable Development Solutions Network.

E ci pone di fronte ad un primo dato positivo: nella classifica dei 193 Paesi membri l’Italia si trova al 26esimo posto nell’integrazione e nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Un buon “posizionamento” che non deve però frenare il nostro Paese di fronte alle tante sfide e ai miglioramenti che ancora ci attendono. 

Infatti, se nelle Province Autonome e nelle Regioni, si individuano trend positivi che riguardano l’incremento delle coltivazioni biologiche, il miglioramento dei tempi della giustizia, una riduzione dell’abbandono scolastico e una sensibile diminuzione della mortalità, sono invece negativi i dati relativi al tasso di occupazione, alla disponibilità di reddito delle famiglie, alla riduzione della produzione dei rifiuti e alla spesa in ricerca e sviluppo. Senza dimenticare l’assenza di miglioramenti nella gestione delle aree marine protette e della riduzione di consumo del suolo. 

Una situazione simile a quella delle Città Metropolitane, che evidenziano difficoltà legate anche all’inquinamento atmosferico, ma che registrano un andamento positivo per quanto riguarda i livelli di istruzione accademica di alcune fasce di età, il consumo annuale di energia e la riduzione del sovraffollamento delle carceri. 

È evidente che c’è ancora molto da fare per far sì che in Italia, come nel resto dei Paesi membri dell’ONU, si arrivi, entro il 2030, alla piena integrazione degli SDGs nelle dinamiche di sviluppo sociali ed economiche della propria popolazione e del proprio territorio.

Nel frattempo, enti come OECD, ASviS, SDSN e tutte le realtà affini come il Cottino Social Impact Campus, si impegneranno nella sensibilizzazione e nella diffusione di una rinnovata coscienza volta al cambiamento sociale.

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