Il Modello SIMAVT per la valorizzazione dell’impatto sociale e ambientale nel riuso degli immobili pubblici della Città di Torino, realizzato in collaborazione con Torino Social Impact (Camera di commercio di Torino) e con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo, ha ricevuto un’ottima valutazione dalla giuria del 2026 Grunin Prize for Law and Social Entrepreneurship!
Grande l’interesse suscitato durante la finale alla New York University School of Law, che ha espresso la richiesta di rimanere aggiornata sugli sviluppi applicativi del modello.
Tra gli spunti forniti dai giudici, la creazione di uno studio comparativo per valutare la replicabilità del modello in altre giurisdizioni, un terreno di collaborazione con GAIL (Global Alliance of Impact Lawyers) su idee innovative che proseguirebbe quanto iniziato con l’Onboarding Nature Toolkit & Movement.
Il progetto presentato da Emiliano Giovine – vice presidente di GAIL e direttore scientifico del Pillar Legal Impact del Campus – incarna infatti appieno i principi di innovazione sociale al cuore delle attività promosse e supportate dal Grunin Center.

Un importante riconoscimento del modello in un contesto internazionale, che premia idee concrete, legalmente e scientificamente solide e che valorizza impegno e serietà delle imprese, del pubblico e dei professionisti multidisciplinari al lavoro per realizzarle.
Il modello di valutazione, voluto dalla Città di Torino, è stato costruito da un team multidisciplinare guidato dal Centro di Competenze per la Valutazione e Misurazione dell’Impatto e Cottino Social Impact Campus insieme a Torino Social Impact, Camera di commercio di Torino, Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Torino, Collegio Carlo Alberto, e un pool di giuristi e commercialisti, con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo.
Congratulazioni anche al team multidisciplinare del progetto “Onboarding Nature Toolkit & Movement”, vincitore del 2026 Grunin Prize for Law and Social Entrepreneurship!
Il progetto, del cui team è parte Emiliano Giovine, evidenzia la rilevanza della Natura come stakeholder e offre quattro modelli di governance nature-inclusive: la natura come Ispirazione, Advisor, Director e Shareholder. Questi modelli forniscono alle organizzazioni un vocabolario condiviso per integrare la tutela ambientale nelle decisioni aziendali.
Un’iniziativa nel cui sviluppo il Campus ha creduto fin dall’inizio, organizzando il 26 febbraio scorso l’evento internazionale “From Ideas to Action” con GAIL Europe e ISTUD Business School e condividendo idee e strumenti per la realizzazione del toolkit, ora alla prima applicazione da parte di un’azienda italiana.
Il team multidisciplinare che ha realizzato Onboarding Nature è composto da B Lab Europe, Alliance Business Counsels, Earth Law Center | Nature Governance Agency, Nyenrode Business Universiteit, the Global Alliance of Impact Lawyers (GAIL), e un network di partner legali territoriali.




Impact Prototypes Labs è un laboratorio di apprendimento collettivo, un percorso intergenerazionale e interdisciplinare che crea impatto positivo per il territorio, per i suoi partner e soprattutto per le imprese, le studentesse e gli studenti che vi partecipano, contribuendo attivamente ad un ecosistema capace di visione, attento all’ascolto e al coraggio di fare squadra per la creazione di modelli innovativi che siano di stimolo anche per altri contesti.
Questo è il punto di partenza che guida il report di valutazione dell’impatto di IP Labs. Trae origine dal successo delle sue quattro edizioni e dalla volontà di rendere tangibile il valore generato. Rappresenta la sperimentazione di un modello di strategia, gestione, misurazione dell’impatto di un progetto di sistema, nei suoi elementi tangibili e intangibili.
Indirizzato, condotto e finalizzato dal Cottino Social Impact Campus, ente strumentale di Fondazione Cottino, grazie alla partecipazione di imprese e studenti e alla validazione di tutti i partner IP Labs, il report ha anche la funzione di un caso studio per comprendere meglio il cuore della valutazione dell’impatto, il processo e le metodologie utilizzate, integrando aspetti quantitativi e qualitativi.
In un hub dell’innovazione come Torino, molte imprese affrontano ancora difficoltà strutturali nel tradurre la sostenibilità in cambiamenti organizzativi concreti e nel reperire competenze metodologiche adeguate. IP Labs nasce nel 2020, come risposta a questo bisogno. Un laboratorio interdisciplinare e intergenerazionale dove imprese profit, organizzazioni dell’economia sociale, giovani talenti universitari, docenti ed esperti co-progettano soluzioni reali per governare il cambiamento.
La valutazione presentata nel report, focalizzata sull’apprendimento collettivo, ha osservato tre livelli:
Per misurare il valore generato, è stato utilizzato un approccio mixed-methods che a partire dalla Teoria del Cambiamento (ToC) integra rilevazioni, strumenti di raccolta dati quali-quantitativa e il metodo narrativo per raccogliere le esperienze vissute dai protagonisti. Questo ha permesso di approfondire e analizzare non solo i risultati immediati (output), ma anche i cambiamenti di medio-lungo periodo (outcome) e l’impatto sistemico sull’ecosistema territoriale.
Il report restituisce la fotografia di un progetto capace di scalare e generare valore diffuso. Nelle prime quattro edizioni, IP Labs ha coinvolto:
Ma sono le evidenze sulla trasformazione culturale a segnare il successo del modello:
Il report, consultabile integralmente al link qui sotto, costruisce un quadro dei risultati delle edizioni passate e consolida il programma come un’infrastruttura culturale e metodologica per la diffusione dell’impatto fra le organizzazioni e i giovani e l’ecosistema, ponendo l’impatto al centro delle strategie di sviluppo.
Siamo orgogliosi di condividere questi risultati con la nostra community, consapevoli che ogni dato qui raccolto è un punto di partenza per nuove sfide e per la V edizione di IP Labs.
Questo primo traguardo non sarebbe stato possibile senza il contributo di chi ha creduto nel progetto sin dall’inizio. Grazie alle imprese che si sono affidate e sfidate nel percorso, ai giovani che hanno colto l’opportunità, agli Atenei torinesi, che insieme a noi contribuiscono alla generazione di competenze, ai tutor e a tutti partner dell’ecosistema IP Labs, per averlo reso insieme un modello di ispirazione per il territorio e un vero motore di apprendimento collettivo:
Camera di commercio di Torino, Torino Social Impact, Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino, UniCredit, Unigens, Fondazione Piemonte Innova, Fondazione Collegio Universitario Einaudi, Unione Industriali di Torino, Api Torino, Confindustria Canavese, YES4TO.
Il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato rappresenta spesso un onere gestionale per le amministrazioni e un potenziale inespresso per i territori. Valorizzare questi beni non significa solo recuperarne la dimensione fisica, ma renderli sedi di progettualità capaci di generare benefici collettivi.
Partendo da questa premessa, il Cottino Social Impact Campus e il CeVIS hanno contribuito alla definizione di un modello di valutazione volto a misurare la capacità di impatto sociale legata al riuso degli immobili comunali. Il lavoro di ricerca, commissionato dal Comune di Torino con il sostegno di Compagnia di San Paolo, ha coinvolto una rete multidisciplinare – tra cui il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università di Torino e il Collegio Carlo Alberto – con l’obiettivo di connettere la pianificazione urbanistica alla misurazione dei risultati sociali.
Il dispositivo si basa su una metodologia che pesa e valuta ex ante l’impatto atteso attraverso 12 macro-indicatori quali-quantitativi. Il risultato è un algoritmo che traduce la qualità del progetto sociale in una percentuale di riduzione del canone di concessione, che può arrivare fino al 90%. Come spiegato da Marella Caramazza, direttrice del Campus e coordinatrice del progetto, questo strumento consente di allocare i beni a condizioni calmierate partendo dalle reali necessità del contesto locale e dalle caratteristiche specifiche dell’immobile.
Secondo Mario Calderini, Scientific Advisor del Cottino Social Impact Campus e professore ordinario presso la School of Management del Politecnico di Milano, l’algoritmo non punta a una monetizzazione dell’impatto sociale, quanto alla costruzione di un sistema capace di attribuirgli un valore oggettivo. Questo passaggio segna un cambio di rotta nelle politiche urbane: la dimensione immateriale e il contenuto sociale dell’intervento escono dalla sfera dell’intangibile per diventare driver strategici, riequilibrando il peso tra la componente materiale del recupero edilizio e la generazione di valore per la comunità.
L’approccio adottato consente di rispondere, con il modello, a una duplice necessità:
Questa sperimentazione, nata a Torino, traccia una rotta per integrare strutturalmente l’innovazione sociale nelle politiche di sviluppo urbano, rendendo la generazione di impatto il contrappeso e la giustificazione economica delle operazioni di recupero edilizio.
I GAL Escartons e Valli Valdesi, GAL Valli del Canavese e GAL Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone hanno presentato un nuovo strumento pensato per accompagnare le micro e piccole imprese dei territori montani verso un futuro più sostenibile, competitivo e resiliente. Si tratta del manuale “La sostenibilità per le microimprese in aree rurali e montane”, realizzato con il supporto scientifico del Cottino Social Impact Campus e finanziato dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino nell’ambito del Piano Operativo Triennale 2024-2026.
Il manuale nasce dalla crescente esigenza, per imprese e comunità locali, di integrare nella propria attività criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Non solo un adeguamento alle nuove normative europee, ma soprattutto un’opportunità per valorizzare ciò che i territori montani custodiscono da sempre: equilibrio tra uomo e natura, legami comunitari forti e un modello economico a misura d’uomo. Il documento offre:
Il manuale sottolinea come quasi l’80% delle imprese italiane siano microimprese: un patrimonio economico e sociale che, nei territori montani, rappresenta anche un presidio di comunità. Sul territorio del GAL EVV, le microimprese rappresentano la grande maggioranza sul totale. Per questo il testo propone un approccio concreto e graduale, in cui ogni impresa può ripensare il proprio scopo e trasformarlo in impatto reale, anche con piccoli passi, per prepararsi ai cambiamenti esterni.
La guida è pensata per essere pratica e accessibile: contiene strumenti, esempi, domande guida, casi studio e appendici operative, che rendono il documento uno strumento immediatamente applicabile da imprenditori, amministratori e operatori del territorio. Il manuale é un tassello importante per accompagnare le valli alpine in un percorso di sviluppo innovativo e rispettoso delle caratteristiche del territorio, rafforzando quindi la competitività delle imprese e contribuendo alla qualità della vita delle comunità.
È stato presentato oggi nella Sala Giunta di Palazzo Birago, sede della Camera di commercio di Torino, il Manifesto OP4Impact scritto in condivisione dai quattro ordini professionali: l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, l’Ordine degli Avvocati di Torino, L’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e il Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo.
La dichiarazione d’intenti è frutto di un percorso che ha permesso la valorizzazione delle competenze distintive di ciascun Ordine, promuovendone contemporaneamente la collaborazione e l’apprendimento trasformativo: la Comunità di Pratica OP4Impact – “Ordini Professionali per l’Impatto” – gruppo di lavoro vocato alle competenze giuridiche, amministrative, contabili e del lavoro, nasce nell’ambito di Torino Social Impact, piattaforma territoriale per l’imprenditorialità e gli investimenti ad impatto sociale, promossa dalla Camera di commercio di Torino.
Il progetto è sostenuto da Camera di commercio di Torino e Fondazione Compagnia di San Paolo e dai quattro ordini professionali, indirizzato e facilitato da Torino Social Impact, Cottino Social Impact Campus e ISTUD Business school.

Durante la conferenza sono intervenuti Massimiliano Cipolletta – Presidente della Camera di commercio di Torino, Davide Barberis – tesoriere dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, Arnaldo Narducci – Consigliere e Tesoriere dell’Ordine degli Avvocati di Torino, Fabrizio Bontempo – Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, Alessandro Scilabra – Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Torino e Pinerolo, e Caterina Soldi che ha presentato i risultati di OP4Impact.
Il Manifesto individua sette obiettivi strategici, tra cui:

Accompagnata da Cottino Social Impact Campus e ISTUD, la Comunità di pratica ha coinvolto 38 professionisti, stimolando nuove prospettive e creando gruppi di lavoro all’interno dei rispettivi Ordini. Il Manifesto si inserisce nel più ampio quadro del Piano Metropolitano per l’Economia Sociale Torino 2030 e orienterà la progettazione di OP4Impact 2026, con l’obiettivo di consolidare un ecosistema generativo per l’impatto e rafforzare il ruolo delle professioni come attori del cambiamento.
Scopri altri dettagli dell’evento tra le pagine della stampa
<<Qual’è l’unità di misura che consente di stabilire se un affare è buono oppure no? Che cosa significa davvero la parola “profitto”? E soprattutto, come si calcola il valore di un progetto che in uno spazio vuoto può generare bene comune? Ruota attorno a queste tre domande, e al tipo di risposta che un ente pubblico può dare, la sperimentazione messa in campo, nell’ambito di Torino Social Impact, da Città di Torino, Camera di commercio e Fondazione Compagnia di San Paolo e Centro valutazione impatto (CeVIS) per dare contenuto a luoghi che abbiano perso la vocazione originaria o in attesa di nuove definizioni.
Predisporre un modello di misurazione di impatto per valorizzare il patrimonio immobiliare e riqualificare la città. È questo l’obiettivo di un’intuizione innovativa che, una volta strutturata, potrebbe svoltare la destinazione d’uso di innumerevoli gusci vuoti.
[…]
“Abbiamo tradotto l’impatto in una moneta in grado di ridurre il costo che un soggetto dovrebbe sostenere per prendere in gestione o acquistare un bene pubblico”, commenta Marella Caramazza, direttore generale ISTUD Business School e Board Member Cottino Social Impact Campus: “Attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto stakeholder del territorio e funzionari di diversi dipartimenti della Città di Torino, abbiamo individuato i criteri, i pesi e i meccanismi che devono essere adattati ai singoli beni e ai bisogni del territorio sulla base dei quali stipulare contratti outcome based, ovvero che riconoscano dei privilegi al progetto man mano che si vengano a manifestare gli effetti positivi“>>
Un progetto innovativo di rigenerazione urbana di cui il CeVIS, come ente terzo e indipendente, è riuscito a valorizzare i risultati sociali e socio ambientali. Un modello la cui assoluta originalità è data dall’intuizione iniziale, dalla sfida colta dal CeVIS e dalla complessità del progetto affrontata con un team di 17 persone con competenze interdisciplinari e complementari.
L’impatto si può raccontare in molti modi e a più voci ed esperienze. Questo il valore aggiunto di “ImpAct Culture”, un progetto editoriale multimediale per radicare nelle imprese la rilevanza strategica della sostenibilità e far crescere una cultura d’impresa lungimirante e attenta sia al profitto, sia alla generazione di impatto positivo.
Lo abbiamo presentato in occasione dell’Assemblea degli Associati di CONFAPI Bari-BAT 2025, che ha visto riuniti istituzioni regionali, imprenditori, professionisti e attori del territorio per un confronto aperto su sfide, opportunità e strategie condivise per il futuro delle piccole e medie imprese.
Un progetto che mette “a fattor comune anni di esperienza formativa, di accompagnamento e ascolto attivo delle imprese, dei loro bisogni, delle reti a cui prendono parte.” racconta Caterina Soldi, curatrice scientifica del volume e Development & Program Manager del Cottino Social Impact Campus: “una selezione eterogenea di contenuti qualificati a cura dei nostri esperti e degli autori della nostra rete, con 5 sezioni di approfondimento, 15 autori, 19 articoli, 4 pillole video e quattro punti cardine per orientare l’esplorazione: visione sistemica, connessione fra sostenibilità e innovazione e trasformazione culturale, voci e contenuti di esperti in formazione e consulenza strategica d’impresa, professionisti di rilievo nazionale e internazionale dei temi trattati.”

Il volume è destinato alle PMI al centro del cambiamento, come sottolineato dal presidente di Confapi Bari e BAT Erasmo Antro: “Le aziende della nostra rete sono pronte ad affrontare questa transizione con determinazione; sono proprio loro a poter trasformare le sfide in straordinarie occasioni di sviluppo. In definitiva, la sostenibilità rappresenta il nostro futuro: un futuro in cui le imprese non solo sopravvivono, ma prosperano, facendo la differenza nel mercato e nel mondo che ci circonda.”
Fare impresa moderna, afferma il direttore di Confapi Bari e BAT, l’avv. Claudio Carone, “Significa puntare sulla modernità dell’azione imprenditoriale che da un lato genera laboriosità, produttività, ricchezza, crescita materiale e culturale; dall’altro, si oppone con determinazione alle diseconomie interne ed esterne alla realtà aziendale, contrasta le inefficienze storiche e moderne
del Mezzogiorno d’Italia. La Sostenibilità applicata al complesso processo aziendale è certamente una moderna chiave di lettura per interpretare, oggi più di ieri, produzione e produttività, relazioni industriali e sviluppo continuo; competitività settoriale ed un solido posizionamento strategico sul mercato di riferimento.”

Il volume beneficia delle conclusioni e della visione di Mario Calderini, Advisor Scientifico del Cottino Social Impact Campus e professore ordinario della School of Management del Politecnico di Milano e del contributo ed esperienza di Marella Caramazza, Direttore Generale ISTUD Business School e Board Member del Cottino Social Impact Campus.
E poi gli articoli di Caterina Soldi Emiliano Giovine, Riccardo Bubbio, Giulia De Martini, Fabrizio Dominici, Maurizio Guandalini, Lucio Olivieri, Mary Pellegrino, Riccardo Piunti, Loredana Rizzo, Luca Quaratino, Domenico Tessera Chiesa, Laura Zanfrini, Tra di loro anche figure apicali di 3 imprese del territorio – Brainstorming LG srl, ICDQ Group e AxL Agenzia per il Lavoro – protagoniste della sezione 5 “La sostenibilità interpretata dalla rete Confapi Bari Bat”, che hanno raccontato le loro esperienze sulla visione del lavoro e le sue evoluzioni, sull’importanza dell’innovazione strategica e sulle certificazioni sociali e ambientali come parte integrate del percorso aziendale nella transizione sostenibile.
Con Impactwise Conference 2025 Fondazione Cottino e il Cottino Social Impact Campus hanno raccolto l’eredità dell’edizione 2020 per dare nuova direzione di fronte alle sfide contemporanee, immaginando insieme il futuro all’intersezione tra filantropia, mercato e imprenditorialità, insieme a oltre 400 persone, tra cui molti giovani, che hanno contribuito, con la loro presenza, a esplorare nuove visioni e approcci per fare il Bene oltre il profitto.
Valori e messaggi profondi, parole chiave animate e distintive con la partecipazione di giovani, manager, imprenditori, istituzioni, filantropi, economisti, ingegneri, umanisti. Tanti gli studenti seduti in platea del Binario 3 delle OGR, provenienti non solo dagli atenei torinesi ma anche dalla Cattolica, dall’Alta Scuola Politecnica e dalla ISTUD Business School di Milano.
Accompagnati dal valore dell’impatto sociale, nella centralità dell’azione e visione umana, dalle competenze costantemente in evoluzione, abbiamo riflettuto sull’importanza di restituire al territorio e alle comunità supportando le nuove generazioni; sulla cultura d’impresa come leva strategica per “fare bene il Bene”; sulla sperimentazione costante di modelli, processi e percorsi a impatto in una società che cambia rapidamente; sul dare fiducia e agire con trasparenza, visione, metodo.

Un evento arricchito dalle visioni e dalle esperienze dell’economista americana Deirdre McCloskey e di Angelo Miglietta (Professore ordinario di economia, IULM), Francesco Antonioli, Cristina Di Bari (Presidente di Fondazione Cottino), annamaria poggi (Presidente Fondazione CRT), Nicola Saldutti (Caporedattore Desk Economia Corriere della Sera), Alberto Mingardi (Direttore Istituto Bruno Leoni), Guido Giubergia (Presidente Ersel Banca Privata), Guido Saracco (Curatore Biennale Tecnologia) e Alberto Marchetti (Fondatore AlbertoMarchettiGelaterie).
Un occasione per tutti i presenti di lasciarsi ispirare dall’esempio di Giovanni Cottino, che ha sempre accompagnato ai suoi grandi successi imprenditoriali il senso di responsabilità e di restituzione che animano ancora oggi la Fondazione e il Campus e per trovare insieme – come ha ben espresso McCloskey – un’alternativa all’economia neoclassica tradizionale, che mette al centro l’essere umano nella sua interezza morale, culturale, linguistica ed emozionale, invece che come “homo economicus” razionale e calcolatore.
“Mio zio non avrebbe apprezzato un evento celebrativo né commemorativo alla sua persona e alla sua vita, ma avrebbe senz’altro partecipato con grande interesse all’appuntamento di oggi, in cui abbiamo riunito a Torino imprenditori, pensatori, economisti e soprattutto giovani per riflettere, partendo dalla sua esperienza di imprenditore illuminato e uomo fortunato, come lui stesso amava definirsi, sulle sfide che ci impongono l’economia, le scelte politiche, le emergenze ambientali e il futuro delle nuove generazioni”. – Cristina Di Bari, Presidente della Fondazione Cottino e CEO del Cottino Social Impact Campus

Quest’anno parteciperemo al Salone Internazionale del Libro insieme all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e Provincia, all’Associazione Nazionale Giovani Consulenti del Lavoro, a Teleconsul, Campus e ad API Formazione.
“Scriviamo insieme il tuo prossimo capitolo” è l’invito che rivolgeremo a chi è pronto a costruire – o a rileggere – la propria traiettoria professionale: studenti, neolaureati, manager, professionisti e imprese. L’obiettivo è definire il proprio senso del lavoro per affrontare le sfide del futuro con strumenti concreti, visione sistemica e attenzione all’impatto sociale insieme alla consapevolezza delle proprie competenze, attitudini e potenzialità.
Condivideremo uno spazio di approfondimento su lavoro, legalità, nuove generazioni e tecnologie, nuove competenze per lo sviluppo economico, territoriale e la generazione di impatto sociale. Cinque giorni densi di appuntamenti che grazie ad esperti, ospiti illustri, autori virtuosi e competenze integrate darà vita a capitoli inediti e sinergie importanti. Presenteremo, inoltre, i volumi e le ricerche a cui abbiamo contribuito con la nostra visione ed esperienza sull’impatto, affronteremo la centralità delle competenze per una performance di successo, dell’orientare al lavoro le nuove generazioni, della trasparenza e della legalità.
Vi aspettiamo al Salone del Libro, dal 15 al 19 maggio, presso il padiglione Oval / Stand X52!
Di seguito tutti i panel da noi organizzati o a cui contribuiremo.
Fare impresa puntando al profitto, ma senza dimenticare di ‘restituire’ al territorio e alla società. È la lezione che ha lasciato Giovanni Cottino: ingegnere, imprenditore del settore elettrodomestici e creatore della Fondazione che porta il suo nome e che, oggi nelle mani dei suoi nipoti, tramanda la sua visione. Una visione celebrata ieri alle OGR con l’incontro ‘Impactwise 2025 – Maestri Silenziosi’, che richiama il titolo del volume (‘Il Maestro silenzioso’) scritto da Francesco Antonioli e dedicato a Cottino. Tra tavole rotonde e interventi di esperti, a fare gli onori di casa è stata Cristina Di Bari, presidente della Fondazione Cottino.
Quale messaggio diffonde un evento di questo genere? «Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani: non per niente, l’evento era aperto a tutti, ma abbiamo lavorato sugli atenei torinesi per attirare gli studenti ma ne sono arrivati anche in bus da Milano. In tutto, gli iscritti erano quasi 600. A tutti abbiamo voluto dire che non importa se faranno i manager, gli imprenditori o gli impiegati: è importante che tengano a mente che il profitto non può prescindere dal guardarsi intorno e prendersi carico e responsabilità di quello che accade. Poi, a seconda delle capacità e delle risorse, ciascuno troverà il suo modo per restituire.»
Un concetto moderno, ma che l’ingegner Cottino ha saputo interpretare in anticipo. È così? «Mio zio era nato nel 1927 e durante la sua vita ha capito che il profitto era l’elemento abilitante per condividere quanto di buono si faceva con il territorio e i collaboratori. Si poteva creare benessere, restituendolo all’interno dell’azienda e della propria famiglia, ma anche al di fuori. “E quando ha compreso che il suo patrimonio non doveva essere disperso, con intuizione da imprenditore ha creato una fondazione che lascia a noi nipoti l’onere di restituire il bene.» […]
Leggi l’intervista completa di Massimiliano Sciullo a Cristina Di Bari, CEO Cottino Social Impact Campus, per la Repubblica di Torino