La dottoressa Valeria Cavotta è ricercatrice presso la Libera Università di Bolzano dove insegna imprenditorialità sociale e B2B marketing. I suoi interessi di ricerca riguardano l’imprenditorialità sociale, l’innovazione sociale e l’etica di impresa. La dott.ssa Cavotta ha insegnato imprenditorialità sociale all’università di Klagenfurt ed etica di impresa alla Queen Mary University di Londra.

Prima di giungere alla Libera Università di Bolzano, la dott.ssa Cavotta ha conseguito un dottorato in management presso l’università di Losanna e un post-dottorato presso l’Imperial College Business School finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica.

Virginia Tassinari è attualmente Lecturer al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e lavora anche presso il Product Design Department of the LUCA School of Arts in Belgio. Il suo lavora la posiziona sul confine tra il design – per lo più dedicato all’innovazione sociale – e la filosofia, sia in termini di ricerca e teoria progettuale sia in termini di pratica. Virginia è la co-promotrice del format DESIS Philosophy Talks, membro del DESIS International Committee e inoltre organizza e coordina il LUCA School of Arts DESIS Lab.

Direttore di Forwardto – Studi e competenze per scenari futuri e della Foresight Academy del Cottino Social Impact Campus.

Esperto di innovazione e specializzato in Futures & Foresight Science. Cultore della materia al Dipartimento Culture, politica e società all’Università di Torino e collaboratore alla didattica al Politecnico di Torino.
Membro del Consiglio consultivo dell’Italian Institute for the future; socio fondatore dell’Associazione futuristi italiani; ideatore del progetto Personal Futures.

Former Director della Fondazione Human+, che svolge ricerca scientifica sulla “people-driven innovation”.

Per quasi 20 anni consulente e formatore per lo sviluppo strategico, la crescita personale e professionale, l’applicazione delle capacità creative, l’innovazione trasformativa e il benessere (individuale e delle organizzazioni, di ogni settore).
In passato ha fondato e diretto, per oltre 10 anni, un’impresa sociale specializzata in social innovation. Prima ancora, giornalista e autore per teatro, cabaret, tv, radio, periodici e web.

Michele Visciola è Presidente e socio fondatore di Experientia. Le sue attività principali spaziano dal guidare la crescita della sua compagnia al perseguire conversazioni strategiche col mercato, aiutando i clienti di Experientia a integrare intuizioni sulla ricerca UX e progettare la diffusione con analisi e modellazione del business. È personalmente coinvolto in progetti con varie aziende sui seguenti punti: trasformazione digitale dei servizi, modellazione comportamentale ed evoluzione culturale legata all’innovazione dei servizi, economia comportamentale, user-centered design e policy making. La sua carriera è iniziata come research fellow al CNR sulla digitalizzazione dei servizi nei sistemi complessi, come i processi di controllo industriali e aeronautici, con una specializzazione nell’analisi degli errori umani e progetto dell’informazione. Gli è stata concessa una MIT Sloan School fellowship su “International Management for the Future”, durante la quale ha progettato il prototipo di un database di fattori umani di incidenti degli aerei incetrata sull’analisi delle narrazioni. È stato ricercatore in Finmeccanica e manager a Etnoteam e ha lavorato come consulente per le migliori aziende europee. Michele ha più di dieci anni di esperienza di insegnamento tra il Politecnico di Milano (“Digital culture for designers”) e l’Università Bicocca (“Evolution of User Research Methods”), ha scritto molti articoli scientifici, divulgativi e libri; è DeTao Academy’s Master in Behavioral Modeling and Design.

Kai Hockerts è Professore in Imprenditoria Sociale presso la Copenhagen Business School (CBS). Il focus principale della ricerca di Kai è sull’imprenditoria sociale e gli investimenti impact. Dal 2010 al 2018 ha tenuto le funzioni di Direttore Accademico per l’Educazione alla Gestione Responsabile in virtù della quale ha guidato l’iniziativa sul cambiamento del curriculum della CBS che ha revisionato tutti i 19 corsi di laurea bachelor con l’obiettivo di fissare nei differenti curricula la gestione responsabile. Kai ha un PhD in Management dall’Università di St. Gallen (CH). Prima di unirsi alla CBS Kai era Adjunct Professor all’INSEAD (F). Le sue ricerche sulle intenzioni legate all’imprenditoria sociale, imprenditoria sostenibile e investimenti impact sono state pubblicate su Journal of Business Venturing, International Review of Entrepreneurship, Journal of Business Ethics, and Business Strategy and the Environment.

Cosa fa e di cosa si occupa

Kai Hockerts è attivo su più fronti rispetto all’imprenditoria sociale. Un primo punto è quello dell’impact investing, e un secondo quello dell’analisi delle intenzioni che generano comportamenti qualificabili come “imprenditoria sociale”.

Nella ricerca di strumenti quantitativi per definire e misurare il grado di imprenditoria sociale di una organizzazione, Kai Hockerts definisce innanzitutto cosa è l’”organizational social entrepreneurship”. Innanzitto si tratta per lui di un processo e non semplicemente di una forma di una organizzazione. In rottura con la letteratura disponibile sul mercato, che semplicemente attribuisce o nega la qualifica di “social entrepreneurship” a una organizzazione (a prescindere dalla sua tipologia), Hockerts propone criteri misurabili. Innanzitutto per lui ”l’organizational social entrepreneurship” è l’insieme delle azioni di una organizzazione finalizzate alla creazione di impatto sociale per i beneficiari attraverso un ingaggio in attività commerciali mentre si utilizza una struttura di governance che difende il primato dei beneficiari stessi.

Le dimensioni principali in cui può essere frammentata ”l’organizational social entrepreneurship” sono fondamentalmente tre: le intenzioni di cambiamento sociale, l’attività commerciale e la governance inclusiva, che a loro volta possono essere viste in sotto-dimensioni come l’adesione a una missione sociale, l’intento di cambiamento, la generazione di reddito da lavoro, i salari dei dipendenti, il decision-making democratico, e la partecipazione degli stakeholders.

L’utilità della scala di misurazione è duplice. Da un punto di vista teorico permette di andare oltre alla questione su quale sia la forma organizzativa propria dell’imprenditoria sociale, rispondendo che si tratta di un mix di fattori (e sotto-fattori) che ne determinano la natura (anziché essere unicamente la forma); da un punto di vista empirico la concettualizzazione permette di essere utilizzata da chiunque sia intenzionato a misurare il grado di imprenditoria sociale all’interno di una organizzazione.

Link

– Profilo di Kai Hockerts alla CBS

Elisa Ricciuti si occupa di ricerca e formazione su impatto sociale, filantropia, innovazione sociale e ogni campo in cui la creatività privata incontra il bene pubblico.

Dopo un PhD sulla filantropia internazionale alla London School of Hygiene and Tropical Medicine e un post-doc al Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Bocconi, è ora Executive Director del Cottino Social Impact Campus, il primo Campus internazionale interamente dedicato alla cultura e alla formazione sull’impatto sociale. Precedentemente, ha coordinato per tre anni l’area di ricerca su Nonprofit Management & Philanthropy del Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale (CeRGAS) della SDA Bocconi. Ha lunga esperienza di formazione universitaria e post-universitaria e di ricerca internazionale nel campo della filantropia.